La manifestazione
In India per conoscere il disagio mentale
Studenti andranno a Cochin per partecipare alla realizzazione di un refettorio per donne
PRATO. «Conosci la realtà di ragazzi come te, che hanno problemi di salute mentale, e ti rendi conto che in quel paradiso non ci sono differenze». Silvia Mattei è una giovane studentessa universitaria che domenica volerà in India, destinazione Cochin, per partecipare alla realizzazione di un refettorio nel reparto donne di un manicomio del sud del paese. Promuovere la salute a tutto tondo e abbattere pregiudizi nei confronti delle persone con disturbi psichiatrici è la finalità di «Cittadini del mondo – Passaggio in India», un progetto di solidarietà nato sei anni fa dalla collaborazione tra un gruppo di utenti del dipartimento Salute mentale dell’Asl di Prato e soci della polisportiva Aurora in collaborazione con le suore domenicane della Madonna di Santa Maria del Rosario di Villa Martinelli. La delegazione di cui fanno parte volontari, operatori, pazienti affetti da disagi psichici e giovani diplomati, sarà impegnata in una proposta di intervento di potabilizzazione delle acque allo scopo di migliorare le condizioni della struttura di igiene mentale e di tutto il quartiere. All’iniziativa parteciperà anche una studentessa di quarta del Datini, Selene Ferri, che è stata scelta tra tanti per volare in india. Per lei non sarà semplicemente un viaggio di istruzione, ma un’esperienza di stage, che le permetterà di mettere in pratica quanto finora appreso a scuola in un ambiente dove le doti di sensibilità e umanità saranno il principale sostegno a disposizione. Il gruppo partirà da Prato domenica 11 e rientrerà il 26 novembre. «Siamo felici di proseguire quest’esperienza insieme alla comunità di Cochin nello stato del Kerala – commenta il direttore dell’Asl 4 Bruno Cravedi – si tratta di un rapporto consolidato, che ha come scopo lo sviluppo di una cultura sul disagio mentale nell’ambito di un progetto più ampio che sta allargando i propri obiettivi con interventi rivolti alla promozione della salute» . La ragione scientifica alla base del progetto è racchiusa nella convinzione che le differenze attivino i processi mentali, dal punto di vista emotivo, affettivo e sociale. I partecipanti, infatti, collaboreranno a diversi livelli per favorire un confronto ed uno scambio di esperienze con l’obiettivo di creare una rete di solidarietà «nella quale - conclude Lamberto Scali, responsabile del progetto – i pazienti sono portatori di un messaggio di salute».
Barbara Burzi
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