Il Tirreno

Prato

Gli sciacalli all’assalto degli indumenti usati

di Alessandro Pattume
Gli sciacalli all’assalto degli indumenti usati

Le balle scampate alle fiamme che devastarono il capannone Barni sono state trasportate in via Popolesco dove ora vengono saccheggiate

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MONTEMURLO. Troppi vestiti, di troppe fogge e di troppi colori per passare inosservati e non risvegliare, prima o poi, il coraggio di chi a Montemurlo ha bisogno. Di maglioni ma anche di giubbotti, pantaloni, T-shirt o asciugami. In via Taro a Oste, la “Barni” è andata a fuoco un mese e mezzo fa e tonnellate di balle d'indumenti usati sono finite lungo la strada e nel parcheggio dell'ex “Vasco Lorenzi”, in via Popolesco.

Furono i vigili del fuoco a disporle una accanto all'altra, alcune bruciate altre solo imbevute d'acqua, lungo il marciapiede. Dopo un mese e mezzo quelle balle non esistono più. Mani frettolose hanno tagliato i fili d'acciaio che le tenevano insieme e quelle si sono aperte come fiori colorati e allettanti. Altre mani hanno poi cercato, suddiviso e infine separato le camice dai giubbotti, gli stivali dalle ciabatte, i pantaloni dai vestiti per signora. Poi è arrivata la pioggia, che ha confuso tutto, fermato i lavori e lasciato ai passanti una fotografia che il tempo non ha ancora scolorito, ma non per questo meno desolante. I vestiti usati che da decenni continuano a fare la fortuna di tanti industriali pratesi, in via Popolesco si sono trasformati davvero in stracci: un immenso cumulo di stracci ormai inservibili. Che per il freddo e l'escursione termica, continuano adesso a fumare. Ma come una discarica vera e propria, il parcheggio di via Popolesco non ospita solo vestiti. Le fiamme che distrussero la “Barni” fecero quasi altrettanto con l'immobile accanto, occupato da una confezione cinese che proprio in quei giorni era finita nel mirino della squadra interforze. E' arrivato prima il fuoco. Buona parte della loro roba è quindi finita al macero nel parcheggio dell'ex Vasco Lorenzi. Spuntano qua e là, in mezzo ai vestiti: bambole con gli occhi chiusi, fumetti degli X-Men, videocassette, riviste, materassi, borse, scarpe da sera, seggiole, tricicli e molto altro ancora. Tutto quello che è stato bagnato durante lo spegnimento dell'incendio, e non solo, è finito nel parcheggio insieme agli stracci. Le indagini intanto sono ancora in corso.

L'immobile di via Taro rimarrà sotto sequestro finché non sarà chiara l'origine del doppio incendio che ne fece crollare il tetto lo scorso 16 settembre. Gli stracci ammassati in via Popolesco invece no. I vigili del fuoco transennarono il parcheggio e delimitarono l'area: le transenne sono state abbattute, i nastri strappati e le balle schiantate. Adesso, il Comune teme quello che purtroppo molto spesso accade in questi casi. Che gli stracci e tutti i rifiuti generati dall'incendio possano rimanere in via Popolesco così a lungo da trasformarsi in una vera e propria discarica a cielo aperto.

«Il materiale ammassato in via Popolesco non è mai stato sotto sequestro e proprio per questo il sindaco ha già provveduto a firmare un'ordinanza per la rimozione di tutto il materiale presente lungo le strade: non è ancora scaduto – conferma l'assessore all'ambiente Simone Calamai – Per quanto riguarda invece gli incendi veri e propri, stiamo anche noi aspettando la fine delle indagini: ci preme capire di cosa si sia trattato, se di un incendio doloso oppure del caso».

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