Il Tirreno

Prato

Sfilacciatura Luchi nessun rischio amianto

Sfilacciatura Luchi nessun rischio amianto

L’Asl rassicura i cittadini, il Comune impone al proprietario la bonifica Aperto un fascicolo p er incendio doloso. Sequestrato il capannone

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POGGIO A CAIANO. «La popolazione non è più direttamente esposta alle polveri potenzialmente contenenti amianto». Così il dipartimento di prevenzione dell'Asl di Prato attesta la fine dell'allarme salute scoppiato subito dopo il terribile incendio che la notte tra domenica e lunedì ha distrutto il magazzino della Sfilacciatura Luchi di via Lombarda, provocando anche il crollo della copertura realizzata con onduline in eternit. I vigili del fuoco hanno provveduto a spruzzare una sostanza che riduce la dispersione di fibre di amianto, ma è innegabile che soprattutto chi vive o si è trovato a passare in prossimità dell'incendio, ha respirato aria contaminata. Ora, secondo l'Asl, non ci sono più rischi in tal senso. Il sindaco Marco Martini ha emesso un'ordinanza che impone a Dante Luchi, principale socio della fabbrica a conduzione familiare nonchè proprietario del capannone, di effettuare a proprie spese le immediate bonifica e smaltimento della copertura d'amianto e la messa in sicurezza delle parti pericolanti di tutto l'edificio. L'anziano imprenditore ha trenta giorni per ottemperare all'ordinanza del sindaco e altri dieci giorni per presentare la certificazione che attesta di aver provveduto ad entrambe le richieste. Operazioni queste che dovranno essere concordate con la Procura di Prato e con i vigili del fuoco perchè l'area è sotto sequestro da martedì pomeriggio. Ad ordinarlo il sostituto procuratore Laura Canovai che sull'incendio ha aperto un fascicolo per incendio doloso. Un atto dovuto considerato come si sono svolti i fatti. Le fiamme infatti, si sono sprigionate dall'interno del magazzino e al loro arrivo sul posto i vigili del fuoco hanno trovato la porta del capannone semiaperta. Indizio sinistro che ha confermato i sospetti. Ora le indagini dovranno capire chi ha agito con dolo appiccando il fuoco. Dante Luchi ha dichiarato di non avere nemici e che preferisce pensare ad una disgrazia piuttosto che ad altro. La relazione dei vigili del fuoco però non lascia molti dubbi sull'origine del fuoco. Fuoco che non si arrende. Anche ieri mattina i vigili del fuoco sono stati costretti a tornare sul posto per spegnere i focolai scoppiati tra il materiale bruciato. Non è escluso che anche nelle prossime ore succeda di nuovo.

D'altronde si tratta di mille tonnellate di fibre tessili andate in fumo ma non smassate che, nonostante 48 ore di intervento continuo dei pompieri, nascondono ancora delle insidie. Tra la quindicina di famiglie che abitano intorno alla fabbrica bruciata e che quella notte sono state evacuate, c'è chi ha subito danni da annerimento. Per avere un risarcimento dovranno rivolgersi ad un avvocato che poi si occuperà di chiedere i danni alla famiglia Luchi che comunque è assicurata. Gli imprenditori dovranno decidere anche se chiudere o proseguire con l'attività.

Eleonora Barbieri

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