Il dolore
Cenni a sorpresa all’assemblea Pd
Interviene al Terminale e propone una lotta bipartisan per difendere l’autonomia pratese
PRATO. Aveva mandato due righe dicendo che non avrebbe potuto partecipare, ma intorno alle 23 il sindaco Roberto Cenni si è presentato a sorpresa all’assemblea pubblica organizzata ieri sera al cinema Terminale dalla parte del Pd contraria all’accorpamento di Prato, Firenze e Pistoia nella città metropolitana.
Una mossa decisa all’ultimo momento, che è stata accolta favorevolmente dalla platea, e il segno che Cenni ha deciso di giocare a tutto campo nella lotta per il mantenimento dell’autonomia pratese.
«Bisogna fare presto - ha detto - Serve una grande capacità di comunicazione in un momento cruciale come questo. Dobbiamo renderci conto che con la creazione della città metropolitana ci sarà un ente che si frappone tra il Comune la Regione. Un nuovo ente di cui dovevano essere definite in maniera diversa le funzioni e che, secondo noi non può fare da filtro».
«Da anni si parla dell’area metropolitana - ha aggiunto -Pensate che riusciremo a risolvere i problemi con la città metropolitana? Di fatto, abolendo in questa maniera le Province, si finirà per indebolire i Comuni. E senza i poteri che abbiamo oggi non riusciremo a dare risposte ai bisogni della gente».
E dunque, che fare? Secondo Cenni serve una deroga che consenta di tornare all’ipotesi originaria, cioè una Provincia di Prato e Pistoia, con Firenze che va per la sua strada.
Dalla platea gli hanno suggerito di formare una sorta di “unità di crisi” insieme al presidente della Provincia Lamberto Gestri. I due non si amano, ma in questo momento forse potrebbero superare le divisioni. Un’altra proposta è stata quella di mettere dei manifesti di protesta alle finestre. Sul palco, insieme al promotore Enrico Giardi c’erano l’assessore provinciale Ivano Menchetti, Rita Romagnoli e Marco Monzali.
«Sì, l’arrivo del sindaco è stata una sorpresa per noi - conferma Giardi -ma è un bene che sia venuto. Il suo discorso è condivisibile quando sostiene che bisogna muoversi insieme, ovviamente su obbiettivi condivisibili».
Quanto all’idea di un consiglio comunale di protesta a Montecitorio, lanciata dal presidente del consiglio comunale Bettazzi, Giardi si rimette a quanto deciderà la conferenza dei capigruppo.
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