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Prato

Parte il “balletto” dei dipendenti della futura città metropolitana

Parte il “balletto” dei dipendenti della futura città metropolitana

Secondo le stime del Sole 24 ore tra Firenze, Prato e Pistoia l’eccedenza sarebbe di 540 unità. Per la Cgil la metropoli nascerà sottorganico di 459 persone. Consiglio comunale a Roma per protesta

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PRATO. Città metropolitana con un esercito di dipendenti: 1443 sulla carta. Che stando alle stime pubblicate ieri dal Sole 24 ore, potrebbe subire un taglio di quasi un terzo. Non poco.

Il futuro dei dipendenti delle ex Province - più di 800 a Firenze, oltre 400 a Pistoia, circa 170 a Prato - è un’altra delle grandi incognite con la quale è nata, per decreto, la metropoli d’area vasta toscana.

Secondo il Sole 24 ore che ha redatto una stima su fonti proprie, a rischio eccedenza potrebbero essere tutti i lavoratori in forza a quelle Province accorpate, che hanno perso dieci funzioni su tredici mediamente, e destinate a non essere più capoluoghi. A livello nazionale su 57mila lavoratori alle dipendenze di amministrazioni provinciali - spiega il Sole - circa 27mila potrebbero essere quelli con la valigia in mano perchè interessati agli accorpamenti o perchè inglobati nelle città metropolitane. Al’interno di questo gruppo, 12mila sono i lavoratori delle ex Province che perderanno il titolo di capoluogo. Tra questi, secondo i calcoli del Sole, la megalopoli Firenze-Prato-Pistoia potrebbe avere un’eccedenza calcolata in 540 unità.

In pratica - secondo il ragionamento del Sole - sarebbero garantiti solo i dipendenti della città capoluogo, ovvero Firenze, a rischio eccedenza tutti gli altri. Solo a rischio, però. Perchè di definitivo non c’è nulla: sconosciuti, per il momento, gli indirizzi del governo. Inoltre tutto il grande capitolo inerente gli organici delle città metropolitane e dei futuri enti di secondo grado, sarà materia di una concertazione serrata con i sindacati. Insomma i giochi sono aperti. Tantopiù che i conti fatti non più tardi di ieri da Cgil nazionale raccontano tutta un’altra storia. Una storia a lieto fine, almeno per la città metropolitana della toscana centrale. «Si tratta - spiega Fabrizio Gorelli, della segreteria provinciale della Funzione pubblica Cgil - di materia troppo delicata per buttare là numeri. Gli unici sui quali si può fare un ragionamento sono quelli relativi al decreto del ministero degli Interni del 16 marzo dell’anno scorso che ha stabilito paramenti precisi nel rapporto tra dipendenti pubblici e cittadini nelle Province e nei Comuni in dissesto». Il decreto stabilisce un rapporto di un dipendente provinciale per ogni 810 cittadini. Facendo una veloce botta di conti: se i lavoratori sono 1443 in totale per una città metropolitana di un milione 540mila 934 abitanti, il ricalcolo porta a un totale di 1902 dipendenti della futura città metropolitana. Rispetto alla dotazione attuale, dunque, mancherebbero in pianta organica ben 459 dipendenti. «E’ chiaro - continua Gorelli - che non è detto che i parametri del ministero degli Interni saranno quelli che conterrà il decreto del consiglio dei ministri (previsto entro il 31 dicembre prossimo ndr) che definirà i criteri di virtuosità per determinare le dotazioni organiche degli enti locali. Inoltre - aggiunge - il conteggio dei lavoratori potrebbe risultare viziato dal fatto che non si è tenuto conto dei precari». E sono tanti.

Sul fonte delle battaglia “anti” metropoli, il Comune sta organizzando un consiglio comunale di protesta in piazza Montecitorio.

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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