La manifestazione
Pagamenti al massimo entro 60 giorni
Il governo ha recepito la direttiva europea che sarà attuata dal prossimo gennaio. Ma resta esclusa l’edilizia
PRATO. Basta con i ritardi: il governo ha recepito la direttiva europea sui pagamenti alle imprese secondo la quale la pubblica amministrazione ha tempo 60 giorni al massimo per saldare i propri conti con le aziende fornitrici. L’attuazione è fissata per gennaio 2013, ma se da una parte il recepimento costituisce un traguardo che arriva dopo un lungo cammino percorso dalle imprese insieme alle associazioni di categoria, dall’altra c’è la delusione da parte di chi, come le aziende del settore delle costruzioni, è rimasto escluso dall’applicazione. «Non capisco perché quando si tratta di adeguarsi alle normative europee sugli standard di qualità e garanzia occorre agire con la massima prudenza e interpretare le nuove disposizioni in senso restrittivo – fa notare Stefano Crestini imprenditore edile e dirigente di Confartigianato Prato - nei pochi casi in cui invece si vanno a recepire direttive in favore delle imprese, l’edilizia ne resta esclusa. Eppure, quello delle costruzioni, è il settore maggiormente colpito dal ritardo dei pagamenti: se finora i tempi erano lunghi (si viaggia con ritardi di 4-5 mesi) nell’ultimo periodo le imprese del settore hanno registrato un ulteriore allungamento dei tempi causato dai vincoli del patto di stabilità». La carenza di liquidità di cui soffrono gli artigiani impegnati nella realizzazione di opere pubbliche può provocare la crisi di un settore già messo alla prova, pertanto Confartigianato, tramite il presidente di Anaepa che rappresenta gli artigiani e le piccole imprese del settore costruzioni, sta sollecitando l’intervento del Governo per arrivare a una modifica. «Quello sui tempi di pagamento della pubblica amministrazione era un provvedimento atteso e di cui c’era bisogno – commenta il segretario di Confartigianato Prato Luca Galli – tuttavia è paradossale che da una parte si cerchi di accelerare i tempi e dall’altra, si escludano dal decreto le aziende dell’edilizia, che registrano i maggiori ritardi». Un’altra novità sui pagamenti riguarda gli operatori della filiera agroalimentare. Dal 24 ottobre è infatti entrato in vigore l’articolo 62 del decreto 1/2012 che introduce tra i vari adempimenti l’obbligo di pagamento tra cliente e fornitore entro 30 o 60 giorni a seconda del tipo di prodotto interessato dalla transazione commerciale. «La novità è che la normativa vincola le aziende a dei pagamenti prefissati – spiega la responsabile di categoria Francesca Grillo – se la filosofia di fondo è valida in quanto mira a mettere fine ai comportamenti sleali, allo stesso tempo preoccupa perché entra nel merito della gestione della liquidità e dei rapporti tra aziende. C’è il timore inoltre che alcuni obblighi, tra cui quello di stipulare contratti, possano appesantire il carico burocratico e quindi i costi delle aziende. Si auspica pertanto un’interpretazione più flessibile della normativa nei confronti delle piccole imprese».
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