La manifestazione
Olio più leggero per il pesce
Le aziende della Valdibisenzio s’ingegnano nel trovare mercati di nicchia. E arriva anche l’Olivone
VAIANO. Oltre il biologico la permacultura, la coltivazione di ulivi in fase d’estinzione e la realizzazione di un olio più leggero, particolarmente adatto a condire il pesce; la stagione olearia in Val di Bisenzio si apre sotto il segno dell’ innovazione e del naturale al 100%. L’azienda agricola Il Mulinaccio, per la prima volta, produrrà l’Olivone, un olio ottenuto da piante in via d’estinzione. «Il Cnr - spiega l’amministratore Franco Tatti – ci ha nominati affidatari di tre varietà di ulivi che si stavano estinguendo, fra queste una è risultata particolarmente ricca di perossidi, sostanze che rende l’olio decisamente particolare; l’abbondanza del raccolta ci ha permesso di fare un prodotto mono varietale che rappresenta l’eccellenza dell’ eccellenza».
Il progetto portato avanti con il Cnr comprende 600 piante riprodotte dai genomi di ulivi ormai in via d’estinzione (ad esempio quelli bruciati dalla gelata del 1985), lo stesso procedimento è stato fatto anche per le susine; nell’azienda agricola si coltivano alberi che risalgono a prima del 1850. L’innovazione agricola in Val di Bisenzio si spinge ancora più avanti, l’azienda Corboli sta adottando una nuova tecnica, la permacultura che prevede l’utilizzo di letame, paglia ed erbe come concime e pochissima acqua in modo da non drenare sostanze preziose come il fosforo. «Siamo oltre il biologico – spiegano dall’azienda – in quanto utilizziamo per la coltivazione dell’ orto e degli ulivi soltanto i prodotti che abbiamo nella nostra azienda agricola». All’Investex, invece, si è selezionato un particolare ulivo, il pendolino cultivar, che nella gamma dei biologici risulta particolarmente leggero e quindi adatto a condire il pesce. L’idea è nata dalla richiesta della stessa clientela, l’azienda il cui proprietario è Leandro Gualtieri, le terme di San Casciano dei Bagni, di San Giuliano e la Grotta Giusti, luoghi dove la richiesta di prodotti naturali è ovviamente primaria. L’annata sembra comunque buona sia per qualità sia per quantità. «La stagione sembra abbastanza soddisfacente – spiega Nicola Ciolini presidente del Frantoio della Valle di Bisenzio – speriamo che compensi i magri risultati del 2011. Da venti giorni l’attività di frangitura è iniziata; dalla prossima settimana lavoreremo a pieno regime, piogge permettendo». Intanto nelle aziende si inizia a raccogliere le olive, soprattutto in quelle che hanno deciso di produrre soltanto olio biologico; per loro la frangitura è concentrata in due giorni, in modo che l’impianto possa essere ripulito. «E’ un’operazione necessaria – spiega Ciolini – in quanto le olive biologiche non sono state trattate a differenza delle altre; per questo non possiamo mischiare le due produzioni». La Val di Bisenzio ha creduto nell’olio biologico fin dagli anni 90 e oggi raccoglie i frutti di questa scommessa. «Il bio – spiega Doriano Calamai dell’ azienda agricola Casanova – è particolarmente apprezzato, si sta diffondendo la culturale del naturale. Ovviamente gli sforzi a carico degli imprenditori sono notevoli; la resa è inferiore, circa tre punti in meno, inoltre per avere la certificazione è necessario utilizzare procedure di coltivazione particolari, soggette a continui controlli».
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