Proteste
La rivolta dei “piccoli” Lorenzini: «Uniamoci»
MONTEMURLO. «Per non essere schiacciati da giganti come Firenze, Prato e Pistoia, i nove piccoli Comuni della nostra zona devono ritrovarsi e studiare strategie condivise da mettere sul piatto della...
MONTEMURLO. «Per non essere schiacciati da giganti come Firenze, Prato e Pistoia, i nove piccoli Comuni della nostra zona devono ritrovarsi e studiare strategie condivise da mettere sul piatto della bilancia». Sono le parole con cui il sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini apre un altro fronte nella questione della Provincia unica. «Il ponte sull'Agna ormai è caduto – dice, riferendosi al torrente che a Montemurlo segna il confine tra le province di Prato e Pistoia - Per questo l'unica cosa che dobbiamo fare è ragionare con il cervello e in modo positivo: contatterò i sindaci di Montale, Agliana e magari anche Quarrata, più quelli di Vaiano, Vernio, Cantagallo, Poggio a Caiano e Carmignano per chiedere loro un incontro: uniti possiamo contare qualcosa, da soli rimarremmo schiacciati».
Nove Comuni «per circa 100mila abitanti: una realtà importante, se compatta», precisa Lorenzini. Che poi spiega: «Nel riordino delle Province ci sono argomenti che ci lasciano alcuni margini di manovra: promozione e coordinamento sociale che possono in qualche modo indirizzare lo sviluppo futuro della nostra zona. Noi abbiamo una grande occasione – aggiunge – Lo sviluppo della futura area metropolitana non potrà che avvenire nella zona compresa tra Sesto Fiorentino e Agliana. Noi siamo nel mezzo, noi dobbiamo e possiamo far sentire la nostra voce, anche perchè la nostra realtà industriale non è certo di secondo piano». E anche sul come e con quali argomenti far sentire la propria voce, Lorenzini ha le idee chiare. La conoscono tutti: «Il Distretto. Bene o male è il distretto tessile che garantisce l'omogeneità industriale delle nostre zone e dovrà garantire le politiche di sviluppo: non voglio che siano gli altri a decidere per me». Il solito argomento di cui si alimenta la protesta pratese. «Questa decisione è stata micidiale per le Province – ammette il sindaco di Montemurlo – Io mi domando cosa succederà dal primo gennaio alla Fil, oppure alla statale 325: due entità curate dalla Provincia e i cui costi rischiano adesso di ricadere pesantemente sulla collettività. Sarebbe stato molto più logico far finire il mandato agli assessore provinciali perché avrebbero potuto cominciare ad organizzare le cose per il futuro – conclude - Invece è successo tutto all'improvviso: adesso abbiamo un'area metropolitana con cui fare i conti, che dobbiamo far funzionare e in cui, soprattutto, dobbiamo essere capaci di far sentire la nostra voce».
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