La manifestazione
Dagli yacht agli alimentari plastica “gioiello” da Brt
PRATO. Dall’arredamento degli yacth alla realizzazione di stampini utilizzati in pasticceria. Il passo non è stato tanto lungo per Simone Bertini, artigiano, che nel giro di pochi anni ha...
PRATO. Dall’arredamento degli yacth alla realizzazione di stampini utilizzati in pasticceria. Il passo non è stato tanto lungo per Simone Bertini, artigiano, che nel giro di pochi anni ha diversificato il core business della sua produzione. All’interno del suo laboratorio di materie plastiche, situato nel distretto al confine tra Poggio a Caiano e Sant’Angelo a Lecore, si occupa di costruire stampi per il settore alimentare. Da un’esperienza nel settore della nautica è nata nel 2007 Brt, piccola azienda di prodotti plastici. «Fino al 2000 ero specializzato nella costruzione degli stampi per i faretti nautici in società con un viareggino – racconta – dopo un’esperienza come dipendente nel settore alimentare, nel 2007 ho aperto un’attività tutta mia che sto cercando di far conoscere. Abbiamo un'ottima esperienza di stampi sia a canale caldo che freddo – continua -. Inoltre, lavorando per il settore dell'illuminazione, abbiamo sviluppato un notevole know-how nell’ambito di stampi e stampaggio per materiali, quali Ryton e policarbonato». La concorrenza più agguerrita è quella rappresentata dai colossi che più facilmente riescono a penetrare il mercato e soddisfare i grandi numeri. «Stiamo lavorando per farci conoscere – spiega – per ora siamo presenti soprattutto in Italia, ma anche all’estero, in particolare in Germania; molto meno nelle zone limitrofe dove subiamo la concorrenza delle grandi aziende specializzate nel nostro stesso settore molte delle quali si trovano proprio a Firenze». Il crescente numero di pasticcerie a Prato ha fatto parlare di nascita di “sweet valley” che ha enormi potenzialità in termini di ricadute sull’indotto. In questa logica si inserisce l’attività portata avanti da Bertini, che lamenta, tuttavia, la difficoltà per le piccole e piccolissime imprese di accedere al credito per sostenere investimenti. «Non ho soci né dipendenti – dice – non ci sono ancora i margini per assumere del personale. Facendo tutto da solo, riesco a produrre dai 150 ai 200 quintali l’anno di materiale plastico». Progetti? «Vorrei farmi conoscere e, facendo un passo alla volta, cominciare a guardare ai mercati lontani».
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