Finanza
«Una sentenza inaccettabile»
La condanna per concorrenza sleale brucia ai coniugi Fabbri. E non solo per la maxi cifra da pagare ma perchè si sentono ingiustamente condannati. «Per me - spiega Fabbri - è evidente che il tessuto...
La condanna per concorrenza sleale brucia ai coniugi Fabbri. E non solo per la maxi cifra da pagare ma perchè si sentono ingiustamente condannati. «Per me - spiega Fabbri - è evidente che il tessuto preso in esame non è lana cotta. Basta guardare sui siti dei più grossi commercianti del mondo. E anche il perito del Tribunale arriva a una conclusione partendo dal fatto che i tessuti sono completamente differenti tra loro per lavorazione».
Perito che Alessandra Pacini e Alberto Fabbri hanno ricusato «perché la sua moglie lavora nello studio del perito di parte oltre ad esserne parente».
Ricusazione ritenuta, come si legge nella sentenza inammissibile stante la sua tardività perchè doveva essere presentata nella cancelleria del giudice istruttore almeno tre giorni prima dell’udienza di comparizione».
«L’abbiamo presentata - dice Fabbri - non appena siamo venuti a conoscenza di questo collegamento. Del resto prima non lo sapevamo».
Una condanna che arriva dopo una storia processuale complessa, almeno per i soci dell’azienda W&W. «Aveva seguito la vicenda un giudice per quattro anni - sottolinea Fabbri - e quando è arrivato il momento di andare a sentenza è stato trasferito. Questo ha fatto sì che il nuovo giudice fosse molto legato a quanto diceva la relazione del perito del Tribunale».
«Faremo ricorso ma usciamo da questa sentenza con l’amaro in bocca», conclude Fabbri.
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