Italia
Settantenne sfrattato dal figlio
Casale, l’uomo si arrabbia e fa smontare il cancello della casa: processato
PRATO. Sfrattato dal figlio e processato per un furto che sostiene di non aver commesso. Questa l’insolita posizione di un settantenne di Casale, Santino Carlesi, che ieri, difeso da Giuseppe Perrone, è comparso davanti al giudice monocratico Giulia Landini per rispondere di un episodio accaduto ormai sei anni fa, anche se poi il pubblico ministero Valentina Sanfelice ha cambiato il campo d’imputazione da furto a esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
La storia, come detto, risale al 2006 e ha per palcoscenico una bella casa in via Borgo di Casale. La casa, dice Carlesi, è sua, ma per qualche motivo l’ha intestata a un’immobiliare di cui è socio il figlio. Nell’agosto del 2006 Carlesi va in vacanza e quando torna trova ad aspettarlo l’ufficiale giudiziario, perché il figlio, secondo quanto è emerso nel processo, essendo formalmente proprietario della casa, ha deciso di dare lo sfratto al padre.
Carlesi non la prende bene e, in un impeto di rabbia, decide di far smontare il cancello e un termosifone. Di qui la denuncia per furto che ha dato origine al processo in corso davanti al giudice monocratico.
Ieri sono stati chiamati a testimoniare un artigiano, che ha detto di aver fatto lavori alla casa per conto di Santino Carlesi, e un vicino di casa che ha trattato con lo stesso Carlesi su un terreno. Anche l’imputato ha detto la sua, spiegando al giudice di non aver ancora capito per quale motivo viene processato. Ribadisce che la casa di fatto era sua e che coi figli non parla più ormai da sei anni. Per questo il pubblico ministero ha cambiato il capo d’imputazione e il giudice ha rinviato a maggio, quando verranno sentiti altri testi e verrà emessa la sentenza su questa storia veramente singolare. (p.n.)
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