Asl, boom della spesa per gli amministrativi
La Cisl all’attacco: «In tre anni è cresciuta del 22%, e intanto tagliano infermieri e operatori sanitari: situazione paradossale». Abolita anche l’automedica
PRATO. Una macchina che nel 2011 è costata oltre 78 milioni di euro, quando solo tre anni prima la spesa per il personale sfiorava i 73 milioni. C’è una voce, spulciando fra le pieghe a quattro cifre dei conti dell’Asl 4 per i dipendenti, che è quella lievitata maggiormente: è la dirigenza non medica (sanitaria, tecnico, professionale e amministrativa, ovvero “Stpa”) che nel 2011 ha registrato un aumento del 22,10% rispetto al 2008, per un totale di 4.175.239 euro. Numeri alla mano, la lente d’ingrandimento puntata dalla Cisl sui nostri conti della salute fa emergere quella che Massimo Cataldo, segretario pratese della Fp-Cisl, definisce «una situazione paradossale». «Si profila una discrepanza fra chi comanda e chi esegue. Anche nell’Asl 4 si è continuato a destinare maggiori risorse a “colonnelli e generali”: entro la fine del 2012 gli effetti saranno drammatici rispetto alla tenuta del personale assistenziale con tagli miopi e i mancati rinnovi dei tempi determinati».
Se questa è la premessa di una “spending review” già in atto, allora si salvi chi può. Perché a salvarsi nell’Asl 4 non saranno sicuramente 55 infermieri e operatori sociosanitari: posti di lavoro che entro l’anno andranno in fumo per una politica di risparmio attuata dalle aziende sanitarie ancor prima che la Regione metta mano alla riorganizzazione della macchina sanitaria. I colloqui della settimana scorsa tra sindacati e direzione Asl fanno ben poco sperare. «Mentre abbiamo avuto da pochi giorni il documento dalla Regione sulle ipotesi riorganizzative, prendiamo atto - attacca il segretario regionale Fp-Cisl Marco Bucci – di convocazioni dei direttori generali delle Asl in cui si mettono di fronte a fatto compiuto lavoratori e organizzazioni sindacali». E a Prato quei quasi 60 infermieri e Oss a termine, fra interinali e dipendenti diretti, si stanno vedendo scadere il contratto, stando alla denuncia Cisl: 22 di loro hanno detto già addio al loro posto in ospedale o presso i servizi sul territorio. «Si rischia una situazione insostenibile nei reparti ospedalieri: modifiche su turni di lavoro con il rischio di collasso sui servizi. Se è pur vero che il taglio al Fondo sanitario nazionale ha creato le difficoltà maggiori anche per la nostra regione, per troppi anni anche in Toscana il controllo sulla spesa non è stato così attento. Dai dati in nostro possesso, i dirigenti medici sono aumentati da 337 unità nel 2005 a 418 nell’agosto di quest’anno, con un incremento di oltre il 24%. Gli infermieri nello stesso periodo sono passati da 1.050 ad appena 1.123, pari a un incremento più contenuto del 6,95%». E pensare che quest’anno in termini assoluti i medici sarebbero anche diminuiti, visto che nel 2011 erano 426. Sono cresciuti sì anche gli infermieri ma il trend, secondo la Cisl, sarebbe funzionale all’aumento dei servizi sul territorio. Entrando nel dettaglio, il totale della dirigenza (medica e non) è costato nel 2011 circa 46 milioni e 324mila (+12,30% rispetto al 2008) ma il conto più salato interessa, appunto, la dirigenza non medica. Viceversa per il “comparto”, ovvero il personale che non rientra nella dirigenza, la spesa è aumentata “solo” del 6,99% (in totale circa 78 milioni nel 2011).
Il calo del personale infermieristico intanto pesa fra le corsie. La Cisl lamenta la chiusura dell’automedica con medico e infermiere a bordo già dal primo novembre, con il venir meno così di un mezzo di soccorso aggiuntivo. «Con la chiusura dell’automedica si va perdere una risorsa di filtro per l’ospedalizzazione - lamenta Cataldo - In ballo non ci sono solo posti di lavoro ma la necessità di dare risposte all’utenza». La direzione dell'Asl, dal canto suo, mette le mani avanti. «Non facciamo altro che applicare una delibera regionale che prevede il congelamento degli interinali – ammette il direttore amministrativo Massimo Braganti - Le cifre della Cisl mi sembrano sproporzionate. Comunque la partita per il rinnovo dei contratti è ancora aperta».
Maria Lardara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
