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Prato

«Prato inadatta alla città metropolitana»

 «Prato inadatta alla città metropolitana»

I “non ortodossi” del Pd convocano un’assemblea al Terminale. Giardi: «Decreto da emendare»

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PRATO. Democratici “non ortodossi”: sono quelli che sull’ingresso in serie A di Prato perchè assorbita per decreto nella “metropoli d’area vasta”, teorizzato dalla segretaria Ilaria Bugetti, ci credono poco e che, spontaneamente, si sono riuniti in un comitato per chiedere di rallentare e di riflettere. Si tratta di nomi noti: Enrico Giardi, Sabrina Nieri, Bruno Ferranti, tra gli altri, non pochi. Con l’apppoggio esterno di Marco Monzali.

«Siamo convinti - spiega Giardi - che il provvedimento del governo non abbia seguito, nelle scelte fatte, una logica unitaria, un parametro adattabile alle diverse realtà prese in considerazione. Per questo, attraverso una discussione comune e pubblica - continua - vogliamo cercare di capire se esista uno strumento più idoneo per ridisegnare i confini del nuovo ente». Per i “non ortodossi” del Pd un punto resta, nonostante tutto, imprescindibile: «Il fatto che Prato - aggiunge Giardi - mantenga il ruolo di capoluogo e di conseguenza gli uffici territoriali dello Stato. La formula, per quello che si è capito fino a ora, della città metropolitana, secondo noi non garantisce quello che deve essere lo sviluppo futuro del territorio e la graduale uscita del distretto dalla crisi». Temi che verranno affrontati in un’assemblea pubblica convocata mercoledì 7 novembre alle 21,15 al Terminale.

«Il nostro obiettivo - conclude Giardi - è quello di avviare un confronto pubblico snello e veloce che però ci consenta di capire quali strade imboccare per avviare un’azione di lobby bipartisan attraverso la quale arrivare a emendare il decreto».(c.o.)

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