Finanza
Fermati due bracconieri nell’area protetta del Monteferrato
Avevano piazzato lacci e tagliole che hanno ucciso un cervo ma erano pericolosi anche per i cercatori di funghi
Due bracconieri sono stati denunciati e trappole e lacci proibiti sono stati sequestrati nei giorni scorsi dalla Polizia provinciale. E’ il frutto di un appostamento in una zona di ripopolamento e cattura del Monteferrato sopra l’abitato di Figline, dove infatti sabato sera è comparso un cinghiale ferito, forse proprio dalle trappole dei bracconieri.
L’attività di indagine della Polizia provinciale ha permesso l'individuazione di sette micidiali lacci in cordino di acciaio, strumenti estremamente cruenti che portano alla morte, fra profonde sofferenze, dell’animale che vi rimane intrappolato, ma che sono pericolosi anche per l’uomo. Proprio in uno di questi lacci gli uomini della Polizia hanno rinvenuto già morto un esemplare di cervo di circa 70 chili, ed è a questo punto che è scattato l'appostamento per cogliere sul fatto gli autori. Dopo alcune ore è infatti arrivata una prima persona che ha liberato il cervo dal laccio e ha proceduto alla sua eviscerazione sul posto, poi si è allontanato nuovamente per ricomparire al calare del buio in compagnia di una seconda persona che nei piani lo avrebbe dovuto aiutare a portare via l’animale. L'intervento degli agenti della Polizia provinciale ha colto in flagranza i due bracconieri che sono stati identificati e denunciati alla Procura per esercizio di caccia con mezzi vietati e in zona di ripopolamento e cattura, nonché per uccisione di animali e furto ai danni dello Stato.
Insieme ai lacci sono state rilevate anche due grosse e pericolose tagliole dentate a scatto che si sarebbero azionate con il passaggio della preda, ma anche di un ignaro cercatore di funghi.
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