Il Tirreno

Prato

Imu invariata ma magro Natale

di Giovanna Mezzana
Imu invariata ma magro Natale

Il 17 dicembre scade il termine della seconda rata, il Comune ha deciso di non ritoccare l’aliquota

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PRATO. È ufficiale, il 17 dicembre scade il termine per il pagamento della seconda quota dell'Imu: seconda ed ultima, almeno per il 2012. Con la conferma della scadenza, arriva anche una buona notizia: il Comune ha deciso di non aumentare le aliquote dell'imposta, che rimangono dunque al 4 per cento per la prima casa e al 7,6% per la seconda e per tutti gli altri immobili di proprietà; ciò significa che a dicembre si pagherà la stessa cifra di cui ci siamo fatti carico a giugno.

Aliquote ferme. Non c'è tributo che non pesi sulle tasche del contribuente, ma la decisione di Palazzo civico è da accogliere positivamente: i comuni avevano ampio margine per incrementare le aliquote base, e in Toscana non sono pochi i municipi che hanno giocato al rialzo. Prato, invece, ha optato per fermare l'imposizione alla soglia minima prevista da Roma, aggiungendo qualche ulteriore accortezza: sono sottoposte all'aliquota del 4% (la più bassa) anche le case dei pratesi residenti all'estero (purché non ne posseggano più di una), e quelle degli anziani che vivono in istituti di cura. Inoltre, viene applicata l'aliquota del 7,6% su tutti gli immobili che non sono prima casa, indipendentemente da come sono accatastati, inclusi quelli sfitti. Si tratta, insomma, di un'articolazione tariffaria semplice: verrebbe da dire "light".

Quanto si paga. Per sapere a quanto ammonta la seconda tranche di dicembre basta prendere in mano la ricevuta del pagamento effettuato a giugno: l'importo è il medesimo; se invece siete tra quei pratesi - pochissimi - che avevate deciso di dividere la quota di giugno (opzione che era ammessa solo per l'Imu prima casa) in due tranche - giugno e settembre - basta che sommiate le cifre di questi due pagamenti e otterrete l'importo del saldo.

Dove rivolgersi. Se avete dubbi, il consiglio è quello di rivolgersi alla Sori spa (meglio se non a ridosso della scadenza), o di dare un'occhiata al sito della società - http://www.so-ri.it/ - mediante il quale è possibile calcolare l'ammontare della cifra dovuta (sia quella annuale, sia l'acconto versato che il saldo finale): l'unico dato di cui si deve disporre è il valore della rendita catastale; le simulazioni pubblicate (vedi tabella) sono state effettuate proprio tramite l'applicazione a cui si accede dal sito di Sori spa, prendendo come esempio-base un appartamento di circa 100 mq; come è evidente, ciò che appesantisce l'esborso è l'eventuale impossibilità di godere della detrazione prevista per figli di età inferiore ai 26 anni ed, ovviamente, la rendita catastale dell'immobile.

Quanto verseremo. Dal saldo Imu di dicembre, il Comune si attende di ricevere tra 20 e 23 milioni di euro: cifra che supera di poco le entrate (20 milioni) della prima tornata di giugno. Risorse fresche che purtroppo non rimarranno nelle casse pubbliche locali, ma che in larga parte saranno prelevate dallo Stato. Unica magra consolazione è che l'incasso previsto dal Comune non si discosta di molto dall'ultima indicazione di stima fatta dal ministero delle Finanze: si è scongiurato, insomma, il rischio che Roma pretendesse una cifra più alta rispetto a quella effettivamente incassata (cruccio che toglie il sonno a molti sindaci).

La scure dei tagli. Per il 2012, Palazzo civico ha deciso di non fare leva su uno dei tributi, l'Imu, tra i più invisi al contribuente. Il 2013 è però un'incognita, anche perché al mancato gettito Ici si sommano i tagli che dal 2010 - e a più riprese - hanno mandato in secca le casse dei municipi.

«Per quest'anno siamo riusciti a trovare il pareggio di bilancio contenendo la spesa - nota Davide Zenti, dirigente comunale dei servizi finanziari - e facendo affidamento su alcune entrate che non hanno però carattere ripetitivo (ci sono state nel 2012, non ci saranno nel 2013, ndr) come ad esempio un contributo regionale, una tantum, su alcune spese già effettuate, plus valenze da cessione di pacchetti di titoli azionari, gli oneri di urbanizzazione (impiegabili per il 75% a copertura di spese correnti). Per il 2013 vedremo …». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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