Il Tirreno

Prato

«Una sala giochi non è educativa» Bocciata la richiesta

di Alessandra Agrati
«Una sala giochi non è educativa» Bocciata la richiesta

Per il sindaco Marchi sbagliato aprirne una a Vaiano Il richiedente fa ricorso al Tar, il Comune resiste

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VAIANO. La giunta comunale dice no all’apertura di una sala giochi in città. «Abbiamo ricevuto una richiesta da parte di un’associazione – spiega il sindaco di Vaiano Annalisa Marchi – in cui si chiedeva l’autorizzazione ad aprire il locale, ma abbiamo deciso che non è opportuno sia per motivi amministrativi relativi alle norme tecniche di applicazioni al piamo strutturale, sia perché in un momento di crisi economica come l’attuale una sala giochi potrebbe diventare un incentivo per le persone più fragili a spingersi verso la dipendenza del gioco, inoltre la struttura attirerebbe su Vaiano situazioni l limite della legalità e infine non penso che sia un esempio per i ragazzi».

La dura presa di posizione ha portato l’associazione La Vallata, che avrebbe voluto aprire l’attività in via Braga (sotto il Penny Market) a ricorre al Tar della Toscana. «Abbiamo affidato la nostra difesa – spiega il sindaco Marchi – ad uno studio legale di Prato in quanto all’ interno della nostra struttura non ci sono figure professionali che possano sostenere questo ruolo; la nostra scelta è anche etica, vorremmo evitare che proliferassero queste strutture».

La richiesta di apertura era stata fatta prima dell’ estate e già allora la giunta aveva dato parere contrario; il locale avrebbe dovuto ospitate non solo le slot machine, ma anche altre attività, che forse l’amministrazione ha giudicato troppo spregiudicate; curioso che a fare la richiesta sia stata un’associazione culturale che ha sede a Firenze. «L’amministrazione comunale – spiega il sindaco – ha da sempre cercato di combattere ogni tipo di dipendenza dall’alcool, non sono mai stata una sostenitrice delle feste della birra, a quella del gioco, in quest’ottica va inquadrato in nostro dissenso; non vogliamo creare precedenti pericolosi». Del resto anche a Bolzano l’amministrazione comunale si è opposta all’apertura di grosse sale giochi. La battaglia legale, le spese destinate allo studio Giovannelli & Associati (l’incarico è stato affidato a Guido Giovannelli) sono di 5.662,80 e rientrano nel capitolo “Spese per liti, arbitraggi e consulenze area urbanistica/ prestaz. Servizi” , potrebbero protrarsi nel tempo. Da una parte l’associazione La Vallata rivendica il diritto di aprire un’attività, dall’ altra l’amministrazione ha remore morali sulla lecità della sala giochi, a preoccupare non la presenza delle slot machine, ma tutta l’attività che potrebbe girare intorno al locale, del resto in paese esistono diversi bar e circoli che hanno “le macchinette” per il gioco.

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