La manifestazione
Mazzi e Santi, “matrimonio” finito
Era il 2007 e, dopo cinque anni, Marco Santi, fondatore dell'azienda Beste con i fratelli (poi lasciata) ha salutato l'azienda di Montemurlo e i soci, nella compagine della tintoria Fit collegata alla Nuove Fibre
Entrò nella Nuove Fibre dichiarando che la sua sarebbe stata una sfida. Dimostrare che a Prato si sarebbe potuto lavorare nel contoterzi e nel finissaggio nonostante la concorrenza agguerrita degli altri paesi del mondo. Era il 2007 e, dopo cinque anni, Marco Santi, fondatore dell'azienda Beste con i fratelli (poi lasciata) ha salutato l'azienda di Montemurlo e i soci, nella compagine della tintoria Fit collegata alla Nuove Fibre. Una separazione consensuale quella tra Santi e Giancarlo Mazzi, patron di una delle più grosse aziende di finissaggio del distretto. O almeno così garantisce Dalila Mazzi, figlia di Giancarlo, e presidente del consiglio di amministrazione delle aziende di famiglia, e - così - conferma utilizzando le stesse identiche parole anche Santi che recentemente ha rilevato la quota del Gruppo Milior della spalmatura San Marco dove già due anni fa era entrato in società.
Marco Santi al tempo in cui lasciò la Beste cercava più autonomia nelle scelte. E con la Nuove Fibre aveva deciso di dimostrare che anche una rifinizione che lavora contoterzi può continuare ad avere un ruolo nel mondo della moda e del tessile. La ricetta che Santi ha portato dentro una delle più grandi rifinizioni del distretto in questi anni era quella di ampliare la gamma di tessuti da "nobilitare" e quindi lavorare per periodi più lunghi nell'arco dell'anno.
Un ruolo che Dalila Mazzi non esita a riconoscergli. "Ci ha aiutati a ricalibrare alcune linee in tintoria - dice - e la collaborazione è stata proficua per tutti. Poi può accadere che gli interessi non coincidano più".
Un compito che Santi rivendica di aver ben svolto: "La Nuove Fibre ha perso la caratteristica di stagionalità e nonostante la crisi siamo riusciti a non mettere i dipendenti nè in mobilità nè in cassa integrazione".
E poi. Poi ci sono state interpretazioni diverse sul futuro. "Io ho fatto un piano di sviluppo che i Mazzi non hanno condiviso: succede tra soci", è il commento di Santi che subito però rilancia: "Alla San Marco ho intenzione di investire e di ampliare l'azienda. E' ancora una rifinizione piccola ma ci sono 5.000 metri quadrati a disposizione e c'è la mia voglia di credere nel futuro. Con ottimismo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
