Sicurezza
La beata di Poggio compie 150 anni
Oggi alle 17 la suorina Margherita sarà ricordata insieme al vescovo Mansueto Bianchi
POGGIO A CAIANO. Centocinquanta anni fa nasceva Suor Margherita Caiani, proclamata beata nel 1989 da Giovanni Paolo II. Una figura importante per la comunità poggese non solo come religiosa, ma anche come esempio di impegno a favore delle classi sociali più disagiate. Poggio a Caiano e le Minime del Sacro Cuore, ordine da lei fondato nel 1902, ricordano la instancabile e grande "suorina" oggi alle 17 nella chiesa del SS. Rosario alla presenza del vescovo di Pistoia Mansueto Bianchi. La celebrazione segnerà l'inizio dell'anno giubilare e sarà l'occasione per far conoscere questa donna definita da Papa Wojtyla "ispiratrice di ideali cristiani generosi, di rinnovamento spirituale e di sicuro orientamento al progresso morale e civile". Nata il 2 novembre del 1863 da una famiglia artigiana, terza di cinque fratelli, Marianna, come veniva chiamata prima dei voti, ha conosciuto la sofferenza precocemente. Il fratello infermo morto a undici anni, la precoce scomparsa dei genitori e la solitudine dovuta al fatto che i fratelli si erano sposati tutti. Inizia così un cammino di fede. Sperimenta la clausura in monastero di Pistoia, ma presto capisce che ciò che davvero vuole è state in mezzo ai bisognosi e ai più umili. Così torna a Poggio a Caiano e inizia una vita in comune insieme ad altre compagne. Trasforma una piccola stanza in una scuola per i bimbi del paese. Il 15 dicembre del 1902 le ragazze decidono di vestire l'abito religioso e Mariana diventa Suor Margherita del Sacro Cuore. Nasce così l'Istituto delle Minime del Sacro Cuore che oggi ha missioni e case filiali in tutto il mondo. Una presenza importante che è parte integrante della storia poggese. Un rapporto stretto e inscindibile che nelle difficoltà non è mai venuto meno, anzi si è fortificato. Pensiamo alle due guerre mondiali e più recentemente all'alluvione del 1992. Le Minime non si sono mai tirate indietro e hanno sempre spalancato le porte del loro istituto per dare rifugio e sollievo ai bisognosi. Sul settimanale pistoiese "L'Alfiere", il 14 settembre del 1941, Ardengo Soffici rese omaggio a Suor Margherita così: "Il fatto che l'opera iniziata in una povera stanza del Poggio a Caiano, abbia potuto svolgersi ed ingigantire ai nostri giorni, in un mondo per tanti versi duro, atroce e che sembrerebbe nemico di ogni pura spiritualità, ci fa apparire il miracolo ancora più sublime mentre insieme ci dimostra che la forza del bene, della fede, della carità, è invincibile, insopprimibile, immortale". Migliori parole non potevano essere scritte per raccontare la forza di questa piccola grande suora.
Eleonora Barbieri
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