Il Tirreno

Prato

i senior delle rifinizioni

I “padroni” come il vino più son vecchi e più son buoni

I “padroni” come il vino più son vecchi e più son buoni

I titolari delle rifinizioni sono un po’ come il vino. Più invecchiano più sono buoni. Pare. O almeno è opinione comune dal momento che nel distretto sono gli imprenditori professionalmente più...

2 MINUTI DI LETTURA





I titolari delle rifinizioni sono un po’ come il vino. Più invecchiano più sono buoni. Pare. O almeno è opinione comune dal momento che nel distretto sono gli imprenditori professionalmente più longevi. Si contano sulle dita di una mano le rifinizione con un under settantenne al timone.

Se è indubbio che è una fase della filiera tessile dove l’esperienza conta è anche vero che sono tutti poco inclini a lasciare le redini delle aziende o che comunque sono alle prese con passaggi generazionali più difficili dal momento che in diversi hanno figlie solo femmine.

E a Prato, si sa, nonostante i tempi siano cambiati: le figlie stanno in ufficio, i maschietti in fabbrica. E scambiarsi i ruoli in aziende dove la “mano” serve a riconoscere un buon lavoro da un altro non è proprio cosa che si fa da un giorno all’altro. Si dice che il buon Renato Cecchi, il decano pratese, conosca a memoria tutte le miscele dei colori e che riesca a disporre il lavoro facendo leva solo sulla sua memoria. Ogni mattina arriva alla Santo Stefano alle 5 e se ne va alle 20,30. Da anni e anni il genero fa il secondo ma lui ogni tanto annuncia che lascia salvo poi cambiare idea. «Se non ci si obbliga a fare qualcosa - dice - secondo me il declino è più rapido».

E anche in altre aziende la situazione non è dissimile. Marino Gramigni di anni ne ha 76, il genero è in azienda da dieci anni ma di lasciare non se ne parla. «Non saprei che fare», commenta.

Mazzi a diminuire gli impegni ci aveva pensato ma poi le vicende lo hanno riportato alla Nuove Fibre. «Non avevo mai smesso però di andare in azienda», precisa lui.

E gli altri? Franco Ciampolini, gli eredi li avrebbe eccome: tre figli maschi da sempre in azienda. Di anni ne ha oltre 70 ma di godersi soldi e pensione non ci pensa neppure. Idem Adriano Bellu, 78 anni. E anche lui una vita trascorsa tra le pezze. (i.r.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze