La manifestazione
Firme, ricorsi e frecciate: i “dolori” metropolitani
Il presidente fiorentino Barducci candida Prato per la prima riunione Giani critica la protesta di Cenni, la Lega Toscana polemizza col Pd
PRATO. La prima riunione della conferenza metropolitana, che riunisce i sindaci dei territori di Firenze, Prato e Pistoia, che dovrà elaborare lo statuto della città metropolitana, potrebbe riunirsi a Prato. E’ questa la proposta avanzata ieri, forse in segno di distensione nei confronti della provincia che mostra maggiore irritazione per la decisione del governo, dal presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, che tra l’altro si è detto pronto a candidarsi a sindaco della città metropolitana (Renzi permettendo).
«La legge ci impone di seguire un certo iter - ha risposto ieri il sindaco Roberto Cenni - e quindi dovremo compiere determinati passi. Da parte del presidente Barducci è un gesto di gentilezza che comunque non cambia la nostra visione sulla scelta del governo». E a questo proposito, rispondendo anche all’affermazione del presidente del consiglio comunale di Firenze, Eugenio Giani,che ha bollato come una “caduta di stile” l’intervista sul water concessa alle tv dal sindaco, Cenni ha spiegato che si è trattato di una metafora. Un gesto simbolico di protesta nei confronti di una legge di riordino delle Province che finisce col coinvolgere anche il Comune e le sue attribuzioni:mi riferisco all’urbanistica, ai trasporti e allo sviluppo economico». E la caduta di stile? «Non è stata la mia - replica Cenni - ma quella del governo, della Regione Toscana e del Cal. La Toscana è stata la regione più decimata e voglio vedere come si dirimeranno i contenziosi tra città metropolitana e Regione».
Quali mosse intende fare ora il Comune? Tra le ipotesi di studio in esame c’è quella un ricorso per anticostituzionalità in quanto, contrariamente a quanto previsto dal decreto del 6 luglio scorso, al Comune di Prato non è stata offerta la possibilità di scegliere in quale provincia andare ma si è ritrovato d’un sol colpo all’interno della città metropolitana. Ma il vero obiettivo politico è quello di raccogliere il più largo consenso all’interno dei parlamentari Pdl per cercare di modificare la situazione al momento che il decreto legge approderà in Parlamento.
Ieri, intanto, in piazza del Comune è partita la raccolta di firme promossa da Lega Toscana, parte del Pdl, Prato libera e sicura e La città per noi, per dire no alla città metropolitana. Nel giro di poche ore sono state raggiunte circa 300 firme.
Polemico Emilio Paradiso (Lega Toscana) nei confronti del Pd: «Sono meravigliato dall’assordante silenzio della maggior parte degli esponenti del Pd, ad eccezione di qualche voce isolata. Cosa ha da dire la segreteria del Pd di fronte a quest'ennesimo Sacco di Prato? Forse non si rendono conto degli effetti negativi del provvedimento per la città, con la perdita dell'autonomia e degli uffici territoriali dello Stato? La terza città del Centro Italia diventerebbe un quartiere di Firenze».
Il “silenzio” del Partito democratico verrà comunque rotto stamani dalla conferenza stampa della segreteria provinciale Ilaria Bugetti che riferirà sull’esito della direzione che si è riunita ieri sera proprio per concordare una posizione ufficiale. All’interno del partito già nei giorni scorsi erano infatti emersi giudizi diversi.
Sempre oggi si riunirà il coordinamento provinciale del Pdl per discutere del recente decreto legge di riordino delle province. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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