Finanza
Assessori a casa senza drammi
Napolitano torna a fare l’avvocato, Beltrame il manager qualche “grana” in più per l’ex commerciante Menchetti
PRATO. La giunta provinciale si scioglie e gli assessori preparano le valigie. È questo l’epilogo di un percorso che è stato interrotto prima del termine dei cinque anni. Non è difficile prevedere che i progetti in corso, spalmati su quest’arco di tempo, subiranno una battuta d’arresto: se tutto passerà nelle mani di una sola persona, quale il presidente che, se pur insieme a tre consiglieri, dovrà traghettare verso la città metropolitana la fase transitoria, sarà senz’altro più complicato per lui riuscire a portare a termine le questioni lasciate a metà. In un clima di scontento generale, non è certo l’incubo di perdere la poltrona che assilla l’assessore all’ambiente Stefano Arrighini.
«Mi prenderò un po’ di riposo – dice – il mio impegno a servizio delle istituzioni si conclude qui e comunque, si sarebbe concluso alla fine della legislatura, nel 2014. Resta il rammarico di lasciare in sospeso alcune questioni. Vorrà dire che dedicherò più tempo allo studio, alla lettura e ai miei hobby senza abbandonare del tutto la politica, che resta una mia grande passione e continuerò a fare in seconda linea». Da pensionata, non si pone il dubbio sul suo futuro nemmeno l’assessore alle Politiche sociali Loredana Ferrara, che non manca comunque di far sentire forte il proprio dissenso verso il provvedimento.
«Anche se sono in pensione e potrei fare la nonna a tempo pieno – dice Ferrara – sono impegnata con il mio partito a portare avanti altri progetti, se poi arriveranno nuove opportunità sono pronta a coglierle. Spero tuttavia – aggiunge - che i nostri parlamentari si oppongano a questo decreto che non condivido per due motivi: primo perché non c’è stata una condivisione nella scelta; secondo, per l’annessione forzata con Firenze di una città che, essendo la seconda della Toscana e la terza del Centro Italia, ha un’identità propria. Non si tratta di una difesa a oltranza della poltrona, ma di opposizione al decreto di un Governo che dietro la scusa dei tagli ai costi della politica nasconde tutta la sua arroganza». Si isola dal coro delle contestazioni la voce dell’assessore al Turismo Antonio Napolitano.
«Sono felice di tornare a fare l’avvocato a tempo pieno – ammette – da quando faccio l’assessore, sono stato costretto a trascurare un po’ la mia professione da cui ho tolto troppo tempo ed energie per due anni». Anche lui non nasconde qualche rammarico, ma è convinto che la città metropolitana possa rivelarsi un’opportunità per Prato. E, perché no, dare più slancio anche alla promozione turistica del territorio alla quale ha lavorato nel corso del suo mandato. «Nel momento in cui ne ha più bisogno – dice – Prato troverà nuove opportunità di rilancio». «Da anni con Firenze e Pistoia abbiamo cominciato a dialogare proficuamente su alcuni temi fondamentali – scrive nella sua pagina facebook- non avremo problemi a farlo su altro». Tornerà al suo lavoro anche l’assessore al Bilancio Alessio Beltrame, non senza un po’ di amaro in bocca lasciatogli da una riforma che taglia le gambe anzitempo a incarichi e progetti.
«Interromperò l’aspettativa e tornerò in azienda a fare il mio lavoro di project manager di sistemi informatici – dichiara – non è questo che mi preoccupa, ma la consapevolezza di interrompere un lavoro ancora in corso». Difficilmente Ivano Menchetti, assessore con delega a infrastrutture e viabilità, tornerà a fare il commerciate. «Sto lavorando a progetti personali», svela. «Il problema vero riguarda i cittadini – continua – poiché la riforma così com’è rischia di frenare i lavori sulle infrastrutture e il sistema di sicurezza idraulico cui stiamo lavorando. Del resto avevamo davanti un prospettiva di due anni, che si riduce a un paio di mesi…».
Altri servizi
alle pagine 2 e 3
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
