Il Tirreno

Prato

cosa accadrà

Un supersindaco e con Firenze che si divide in due

PRATO. Il primo punto fermo: Prato, assieme alla cugina Pistoia, non avrà mai più la Provincia. Cassata dal decreto di ieri del governo. Entrerà in quella struttura ancora molto confusa, con pochi...

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il primo punto fermo: Prato, assieme alla cugina Pistoia, non avrà mai più la Provincia. Cassata dal decreto di ieri del governo. Entrerà in quella struttura ancora molto confusa, con pochi punti fermi (anche perché il testo del decreto, per ora resta un mistero) che è la città metropolitana. Insomma entrerà sotto l’ombrello fiorentino, quello dal quale era uscita a staccarsi nel 1992 con l’istituzione appunto della Provincia autonoma.

Cosa significa entrare nella città metropolitana, dal punto di vista tecnico? Creare, attraverso passaggi successivi e codificati nel decreto 135/2012 sulla spending review, una istituzione tutta nuova che avrà un “comandante”, un supersindaco, che non è escluso possa depotenziare i sindaci dei comuni annessi, e che potrà nominare un vice e un consiglio, appunto, di nominati scelti tra quelli comunali a disposizione. Niente giunta. Le deleghe, nel caso, verranno assegnate ai consiglieri che se avranno un altro incarico istituzionale retribuito, per la Città metropolitana, per quanto vasta, complessa, articolata sia, lavoreranno gratis.

Come verrà eletto il supersindaco? Anche questo pare chiarito. Due le strade: o con elezioni di secondo grado, ovvero sindaco e consiglio scelti dai comuni che compongono il nuovo organismo oppure con suffragio universale, cioè con elezioni popolari. Ed è qui che spuntano due condizioni: la prima è che l’elezione per suffragio universale deve essere prevista nel nuovo statuto, la seconda è decisamente più farraginosa: il comune capoluogo della città metropolitana, nel nostro caso Firenze, dovrà essere articolato in due o più comuni. Al posto del Comune di Firenze, cioè, ne dovranno nascere due o addirittura di più, con altrettanti sindaci, giunte ecce ecce. Per dividere il Comune inoltre servirà una legge regionale.

Si è parlato precedentemente di statuto: chi lo dovrà redarre? Risposta: la conferenza metropolitana. E che cos’è la conferenza metropolitana? E’ un organismo che viene formato immediatamente dopo la cessazione delle attuali Province e che avrà il compito di accompagnare la transizione, tra le altre cose, anche elaborando la “carta” della città metropolitana. Lo comporranno i sindaci delle futura città metropolitana (44 per Firenze, 22 per Pistoia e 7 per Prato) con gli attuali presidenti delle Province, tre in tutto: un esercito con truppe in buona parte fiorentine. (c.o.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa