Il Tirreno

Prato

In fumo un sogno durato 20 anni

di Miriam Monteleone
In fumo un sogno durato 20 anni

La Provincia fu istituita nel 1992. L’ex sindaco Martini: il distretto tessile aveva bisogno dei servizi di un capoluogo

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PRATO. Alla notizia dell’imminente riordino delle province toscane, Claudio Martini, ex sindaco di Prato, in carica proprio negli anni di costituzione della Provincia pratese, non si è scomposto. Proprio lui che come primo cittadino nell’aprile del 1992, aveva promosso e assistito alla nascita del nuovo ente locale. «I motivi per cui nel 1992 fu costituita la Provincia a Prato- ricorda l’ex presidente della Regione Toscana- furono sostanzialmente due: il primo di tipo economico e il secondo più legato al desiderio d’autonomia e all’orgoglio cittadino. Prato come città, centro produttivo e distretto tessile necessitava di tutta una serie di servizi come la prefettura e la questura che solo come capoluogo di Provincia avrebbe potuto ottenere. Questa fu sicuramente la motivazione principale, a cui si aggiunse senz’altro anche una componente più campanilistica. Prato da tanto voleva rendersi autonoma rispetto a Firenze».

«Quanto al futuro assetto predisposto dal Governo- ha commentato Martini- sinceramente non comprendo tutto questo sconvolgimento generale per il ritorno di Prato sotto Firenze. Capisco l’orgoglio cittadino ma tutta l’Italia è stata ridisegnata alla luce di un dimensionamento metropolitano. E’ da tanto che il provvedimento era nell’aria. Bisogna cercare di leggere questo accorpamento in chiave vantaggiosa, la rete Firenze - Prato- Pistoia coprirà quasi mezza Toscana e avrà molte potenzialità. Il problema semmai sarà quello di cercare di governare bene quest’aria. Non vedo perché Prato. che per tanti aspetti è una città aperta e proiettata verso il futuro, fatichi ad accettare il cambiamento».

Ma non tutti, come abbiamo visto dalle polemiche sollevate e dalla seduta straordinaria del Consiglio comunale -sono disposti a considerare passato i vent’anni d’indipendenza da Firenze, faticosamente conquistati. E in più, l’ente locale Provincia in questi anni non si può dire che non abbia visto gradualmente crescere le proprie competenze.

La Provincia fu istituita ufficialmente il 16 aprile del 1992, dopo anni di speranze e docce fredde per il Comitato che ne aveva voluto fortemente la costituzione. Ripercorrendo brevemente le tappe della sua storia ci si accorge che a Prato, già nel 1919, l’associazione Pro Prato, fondata da Alighiero Ceri, dirigente del partito Repubblicano, ne aveva proposto l’istituzione.

Dall’associazione più tardi nel 1955 nacque il "Comitato per la Provincia di Prato" (fondato da Rolando Caciolli, Sergio Nannicini, Carlo Paoletti, Marcello Santini e Mafaldo Viterbi), che contribuì notevolmente a raggiungere l'obiettivo.

Il comitato si allargò subito a quaranta componenti rappresentativi delle varie realtà politiche, sindacali, religiose e culturali e si fece promotore di un referendum popolare, condotto presso circoli e locali pubblici, per ribadire la richiesta di autonomia della Provincia. Furono raccolte migliaia di firme in pochi giorni e fra i tanti sostenitori ci fu anche Curzio Malaparte. Si arrivò a una prima svolta nel 1957 quando il Comune di Prato, sotto il sindaco Roberto Giovannini, si assunse l'impegno per l'istituzione della Provincia.Il Comitato promotore della Provincia- a metà degli anni Ottanta -porterà la proposta di istituzione di cinque nuove province (con Prato anche Biella, Lecco, Lodi e Rimini). Ma si dovrà pazientare fino al 1992, quando l'istituzione dei nuovi enti sarà delegata al Governo nell'ambito della legge di riforma delle autonomie locali. In realtà la battaglia per la definitiva e completa affermazione della Provincia non è mai terminata. Il Comitato Provinciale Area Pratese non ha mai smesso, e tanto più oggi, di rivendicare il diritto di Prato alla piena dignità di Provincia. La battaglia dunque va avanti.

Il primo presidente della Provincia di Prato, Daniele Mannocci insieme ai componenti del Consiglio, fu eletto nelle consultazioni amministrative del 1995. Mannocci fu poi rieletto nel successivo mandato, seguito nel 2004 da Massimo Logli e, nel 2009 dall’attuale presidente in carica Lamberto Gestri.

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