La manifestazione
Fusi condannato a due anni
Il costruttore era accusato per l’appalto della Scuola dei marescialli di Firenze
PRATO. Il costruttore pratese Riccardo Fusi è stato condannato a due anni di reclusione in relazione all’appalto per la relizzazione della Scuola dei marescialli di Firenze. Condannati a 3 anni e 8 mesi di reclusione dal Tribunale di Roma anche Angelo Balducci, ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e Fabio De Santis, ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana. Due anni e otto mesi all’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli, quello che rideva dopo il terremoto all’Aquila.
I pubblici ministeri Roberto Felici e Ilaria Calò avevano chiesto nel corso della requisitoria una condanna a cinque anni di reclusione per Angelo Balducci e Fabio De Santis. Condannati a tre anni e otto mesi, i due ex funzionari pubblici sono stati dichiarati interdetti dai pubblici uffici per cinque anni. Il Tribunale ha inoltre dichiarato l’interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione, per la durata della pena, per gli altri due imputati. Per Fusi la richiesta dell’accusa era stata di tre anni. Il Tribunale è stato più severo con l’imprenditore, Francesco Maria De Vito Piscitelli, noto alle cronache poichè, nel corso di un’intercettazione telefonica, rideva al telefono con il cognato la notte del terremoto dell’Aquila pensando agli affari che avrebbe potuto fare.
Piscitelli è stato condannato a due anni e otto mesi, mentre la richiesta della Procura era di due anni di reclusione. Secondo l’impianto accusatorio l’ex presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, insieme al provveditore della Toscana, Fabio De Santis, avrebbe cercato di pilotare i lavori della costruzione della Caserma Scuola dei marescialli di Firenze per farli aggiudicare al costruttore Riccardo Fusi tramite l’intermediazione di De Vito Piscitelli. Il tutto sarebbe avvenuto nell’ambito dei lavori che si dovevano svolgere in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
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