Sicurezza
Accusa il marito e poi ritratta
La moglie è stata condannata a un anno per calunnia
PRATO. Ha accusato il marito di pesanti maltrattamenti in famiglia, ma quando è stato il momento di confermare le accuse in aula, ha preferito ritrattare.
Per questo una donna di 42 anni, difesa da Stefano Camerini, è stata condannata ieri dal giudice dell’udienza preliminare D’Addario a un anno di reclusione per calunnia.
Una storia emblematica di come i tempi della giustizia, per quanto celeri, non possano adattarsi a quelli degli affetti. La donna processata ieri aveva denunciato il marito, un marocchino di 45 anni, nel 2009, e non era la prima volta. Già nel 2003 aveva sporto denuncia per maltrattamenti (che andavano avanti dal 1994) e in quel procedimento il marito era stato condannato a un anno. Diversamente da quanto ci si poteva aspettare, però, la donna è rimasta insieme al suo compagno e sembrava che la coppia avesse trovato un suo equilibrio.
Fino al 2009, quando la moglie si è di nuovo presentata in Procura raccontando di aver subito maltrattamenti e pesanti lesioni dal marito. Nuovo processo e altre udienze, a una delle quali la donna è stata chiamata a confermare le accuse. I due però nel frattempo si erano riappacificati e siccome con una nuova condanna l’uomo rischiava seriamente di andare in carcere, la moglie ha preferito ritrattare, venendo dunque indagata per calunnia, mentre il marito è stato condannato per le sole lesioni.
Lei ora dice che ha cambiato versione perché non voleva vederlo in galera, e che si è trattato di una falsa testimonianza. La sostanza non cambia.
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