Sicurezza
Scuola, in mensa il 44% paga il massimo
Le statistiche del Comune sulle iscrizioni disegnano un’utenza spaccata a metà: il 56% delle famiglie ha molte difficoltà
MONTEMURLO. Una città dalle mille sorprese. E' quello che emerge dalle statistiche sulle iscrizioni alla mensa scolastica. L'istituzione delle tariffe in base alle dichiarazioni Isee disegna infatti uno scenario che spacca in due grandi categorie le famiglie che usufruiscono della mensa: quelli che stanno molto bene, quasi la metà degli iscritti, e quelli che invece hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Gli iscritti alla mensa scolastica sono fino a questo momento 1511. Di questi, 675 (44,67 per cento) pagheranno la tariffa massima prevista dalla tabella Isee: 5,03 euro a pasto per le materne e 4,60 per le medie. «La maggior parte di queste famiglie non ha nemmeno presentato la dichiarazione Isee e quindi pagherà quanto previsto per chi supera l'ultima fascia prevista, quella che supera i 34mila euro – spiega l'assessore De Masi – Siamo contenti che ci siano così tante famiglie dal reddito alto tra quelle iscritte ai nostri servizi, significa che una parte consistente della popolazione ha retto bene alla crisi; dall'altra ci rendiamo però conto che dobbiamo fare ancora molto per tutelare le altre famiglie, quelle che sono in difficoltà». La sorpresa porta ad altre considerazioni: e cioè se alle fasce Isee adottate quest'anno dal Comune non siano troppo poche per tutelare tutte la famiglie montemurlesi. «Per la prima volta, grazie al sistema delle dichiarazioni Isee, possiamo un quadro veritiero dello stato delle famiglie montemurlesi con figli iscritti alle nostre scuole – precisa De Masi - Ed essendo un sistema ancora in via di sperimentazione sarà suscettibile di cambiamenti e soprattutto di miglioramenti».
L'altra faccia della medaglia è infatti rappresentata dalle dichiarazioni Isee del restante 56 per cento degli iscritti. Famiglie in difficoltà o comunque dal reddito basso. Sono più di 360, tra gli iscritti alla mensa scolastica. Qualche esempio. Sono 113 (7,5 per cento) nella fascia Isee più bassa, quella che va da zero a 3mila euro. Seguono a ruote le 86 (5,7 per cento) iscrizioni nella fascia appena sopra, da 3mila a 5.325 euro, e le 43 (2,85 per cento) della fascia compresa tra 5325 e 6mila euro. E così via, con percentuali inferiori ai tre punti percentuali fino alle dichiarazioni comprese tra i 18mila e i 20mila euro, in cui rientrano 54 iscrizioni (3,5 per cento). «Il nostro obbiettivo è quello di mantenere intatta la qualità dei servizi che offriamo e al tempo stesso adottare il sistema di tariffe più giusto possibile – conclude l'assessore De Masi - Sicuramente, la tutela delle famiglie in difficoltà rappresenta e rappresenterà sempre una priorità».
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