Attenzione
Restauro riuscito, riecco il “Buco” di Prato
I trenta blocchi di marmo riportati allo splendore originario. I lavori sono costati 50mila euro
PRATO. Bentornato “Buco” di Prato. Dopo sei mesi di attenti lavori di restauro, da ieri in piazza San Marco è tornata a far bella mostra di sé la grande scultura in marmo realizzata dall’artista Henry Moore. Una sinuosa superficie compatta, pulita, di un bianco venato che in molti punti tende al grigio: è così la ritrovata opera pratese che fu installata proprio al centro della piazza nel 1974.
Il restauro è stato promosso dal Collegio dei Geometri di Prato insieme al Comune, in collaborazione con Asm e con la partecipazione come sponsor di varie imprese della città. L’esecuzione materiale è invece stata effettuata dalla ditta Centro Restauri Piacenti. Il restauro è stato presentato ieri alla città dal vice sindaco Goffredo Borchi, dagli assessori alla Cultura Anna Beltrame e alle Opere Pubbliche e Patrimonio Roberto Caverni, dal presidente del Collegio dei geometri Alessandro Pieraccini, dal presidente della Circoscrizione centro Massimo Taiti e dal restauratore Gianmarco Piacenti.
A salutare il ritrovato simbolo di Prato erano presenti anche il conservatore del Museo Pecci Stefano Pezzato, il presidente dell'Unione Industriale Pratese Andrea Cavicchi e il neocoordinatore del collegio dei presidenti dei consigli circoscrizionali Alessandro Ciardi. Il restauro è iniziato nei primi giorni di aprile. Ad una prima fase di indagine chimico-fisica e di saggi per visionare lo stato di salute dell’opera, è seguita la fase operativa con la pulitura delle superfici, la stuccatura di parti danneggiate e fragili e il loro consolidamento.
La scultura è alta 5 metri e composta da 30 blocchi di marmo. Da una iniziale osservazione, presentava varie microfratture in cui si era insinuata l'acqua e che hanno richiesto una minuziosa opera di analisi. Un lavoro preciso che ha restituito ai pratesi un’opera di mirabile bellezza e dimensioni.
«L’ultimo intervento di recupero era stato effettuato circa dieci anni fa – hanno ricordato le due restauratrici, Elena Susini e Elisa Pieralli – Allora però fu effettuata soltanto una pulitura e alcune stuccature, che abbiamo però constatato stavano adesso già staccandosi». Il restauro dell’opera è costato circa 50 mila euro ed è stata una buona opportunità di collaborazione tra pubblico e privati che, insieme, hanno lavorato per riportare l’opera di Moore al suo splendore.
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