Il Tirreno

Prato

Colpa dell’estate se siamo a secco

di Maria Lardara
Colpa dell’estate se siamo a secco

Publiacqua si giustifica: effetti della siccità. Poi promette: abbiamo la soluzione. Problemi a non finire

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PRATO. C’è chi alle cinque di mattina si rigira sotto le coperte, chi invece si prepara per andare a lavorare. Ma se i rubinetti di casa sono a secco l'impedimento nasce anche per fare una doccia, e allora sì che la giornata parte con il piede storto. Amaro è stato ieri il risveglio di Andrea Priolo, capogruppo pidiellino in Circoscrizione Ovest, di professione guardia giurata all’ospedale “Misericordia e Dolce”. Ha impiegato un attimo per rendersi conto che doveva fare a meno della preziosa risorsa: «Posso capire un abbassamento di pressione, ma che l’acqua mancasse alle cinque di mattina non era mai successo. Anche perché il fatto che sia notte non può essere un pretesto per toglierla del tutto». In fretta e furia, Andrea è stato costretto a lavarsi al lavoro, in ospedale, non potendolo fare a casa. «Almeno avessero avvisato i cittadini dell’interruzione del servizio come accade quando Enel programma dei lavori. La risposta del call center di Publiacqua, secondo cui sarebbe colpa del bacino idrico “basso", non sta in piedi. L’emergenza siccità è passata». Ma è da giorni che l’acqua si fa desiderare da Nord a Sud della città. Un paradosso visto che di acqua dal cielo ne è caduta a valanga nell’ultimo weekend, quando sono fioccate proteste, soprattutto a Figline e Chiesanuova, per la pressione insufficiente o per la carenza idrica in determinate fasce orarie. Ieri mattina in redazione sono pervenute anche altre segnalazioni da parte di residenti di San Giusto.

In realtà, a sentire Publiacqua, la causa dei rubinetti a secco dipenderebbe dagli strascichi della siccità estiva, oltreché da una serie di guasti tecnici. «Nei giorni scorsi – si legge in una nota - si è registrato un problema sul booster di Fibbiana, l’impianto di spinta che porta l’acqua da Firenze all’anello idrico di Prato. Questo problema, protrattosi per poche ore, ha causato un generalizzato abbassamento della pressione in rete le cui conseguenze si sono avvertite nelle zone più alte della città e, successivamente, anche in alcune zone più basse come San Giusto». L’incepparsi del booster di Fibbiana ha poi creato un sovraccarico sulla pompa di via 7 Marzo nella zona di Figline con l’aria spinta nelle tubazioni. «Questo ha fatto sì che, nel momento in cui la situazione di Fibbiana si è normalizzata, si è dovuto provvedere a un lungo lavoro di spurgo delle tubazioni per permettere appunto alla risorsa di arrivare nelle case».

Il problema dell’impianto di Fibbiana ha avuto ripercussioni sulla zona nord ovest (Chiesanuova, Maliseti) che, dal punto di vista dell'acquedotto, è posta più in alto rispetto al resto della città. Infine, la rassicurazione: «I nostri tecnici hanno già individuato una soluzione strutturale al problema. Publiacqua ha in programma un lavoro di distrettualizzazione della rete idrica della città». L’obiettivo sarebbe quello di aumentare l’efficienza del servizio. Intanto passa all’attacco il consigliere provinciale del Pdl Andrea Bonacchi che ha presentato l’interrogazione riassunta in questa pagina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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