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Prato

inchiesta sulle gare di trenitalia

Appalti truccati Arresti domiciliari per un imprenditore

Appalti truccati Arresti domiciliari per un imprenditore

PRATO. Inquinavano le gare di Trenitalia. Con questa accusa ieri sono finiti agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip David Monti della Procura di Firenze, imprenditori e funzionari di...

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PRATO. Inquinavano le gare di Trenitalia. Con questa accusa ieri sono finiti agli arresti domiciliari, su disposizione del Gip David Monti della Procura di Firenze, imprenditori e funzionari di Trenitalia ritenuti responsabili di aver inquinato e truccato il sistema degli appalti di Trenitalia Spa. Tra i reati contestati corruzione, turbata libertà degli incanti, abuso di ufficio e accesso abusivo alle banche dati riservate a Trenitalia.

L’operazione, denominata “Espresso 2” è il risultato della seconda tranche dell’inchiesta sugli appalti truccati di Trenitalia e dell’azienda di trasporti campana Sepsa, nell’ambito della quale nell’ottobre del 2011 sono state arrestate 15 persone e indagate 42, accusate di aver pilotato gare relative alla fornita di accessori per la manutenzione dei treni.

Nel lungo elenco delle persone finite ieri agli arresti domiciliari figura anche Uliano Todini, 62 anni, residente a Carmignano, amministratore unico della Spitek Srl con sede a Prato. Con lui anche Pierluigi Amadori, sempre della Spitek. A Todini viene accusato di aver cercato di turbare in maniera sistematica le gare di Trenitalia grazie a pressioni nei confronti di funzionari di Trenitalia. A questi veniva chiesto di rivelare notizie riservate relative a futuri ordinativi di acquisto, godendo in questo modo di chiari vantaggi rispetto alla concorrenza. Todini e Amadori avrebbero indotto, sempre secondo l’accusa, il funzionario Mazzanti a rivelare i codici riservati necessari ad accedere alle aree riservate webgad che contiene i disegni di progettazione e le specifiche tecniche dei materiali in possesso di Trenitalia.

Tra gli altri capi di imputazione a carico di Todini anche l’avere, insieme al funzionario Giovanni Mugnai, modificato ad hoc il bando di gara per le forniture di elementi elettromeccanici. Fatto questo, come gli altri, avvenuti nel 2011.

Insomma, secondo l’accusa, anche Uliano Todini e Pierluigi Amadori avrebbero beneficiato del cosiddetto “cartello della fratellanza” composto da funzionari di Trenitalia addetti alle Direzione logistica industriale di Firenze e Direzione tecnica di Firenze e Bologna, per avere diretti benefici in materia di appalti..c.)

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