Sicurezza
Autismo: corso di formazione per i docenti
Progetto del Comune per preparare gli insegnanti a superare l’isolamento in cui vivono alcuni alunni
PRATO. Circa una persona su centocinquanta in tutto il pianeta nasce con disturbi di tipo autistico. Sono queste le percentuali del fenomeno che riguarda molto da vicino anche le scuole pratesi, dove sono presenti 70 alunni affetti da autismo. Combattere l’isolamento di questi ragazzini è l’obiettivo del progetto di formazione “L’autismo a scuola”, che mira a fornire ai docenti le competenze specifiche affinché riescano a instaurare con questi alunni “speciali” una vera comunicazione. Il corso coinvolgerà 200 insegnanti dalle scuole materne alle medie e si articolerà in due fasi, a partire da novembre: una di carattere teorico e un’altra di tipo pratico sperimentale da svolgere in classe con 8 bambini autistici e alla presenza di esperti. Si tratta di un progetto ideato dall’assessorato alla Pubblica istruzione e ai Diritti dei diversamente abili in collaborazione con la Asl 4 e l’Ufficio scolastico provinciale, le cui finalità sono state illustrate ieri mattina dall’assessore comunale Rita Pieri insieme a Barbara Davanzati, psicopedagogista e referente del Comune per i progetti di handicap. Erano presenti anche rappresentanti delle altre realtà coinvolte nell’iniziativa, tra cui la Fondazione Opera santa Rita e le famiglie dell’associazione Orizzonte autismo onlus. Dopo il progetto dello scorso anno incentrato sugli handicap sensoriali, l’amministrazione ha deciso di occuparsi dell’autismo, una patologia molto diffusa, che gli insegnanti chiedono di conoscere meglio per favorire l’integrazione tra i ragazzini affetti da questo disturbo e il gruppo. «La nostra realtà è da anni impegnata con i bambini che presentano questa problematica - ha affermato Pieri – con questo progetto siamo contenti di contribuire dando agli insegnanti la possibilità di formarsi in questo ambito perché vogliamo riuscire a far stare bene a scuola tutti i bambini, con le loro particolarità e diversità». Sull’importanza a livello terapeutico dell’iniziativa si è soffermato il primario di neuropsichiatria dell’Asl 4, dottor Marco Armellini, sottolineando come sia fondamentale per i ragazzi autistici migliorare la loro interazione con il contesto che li circonda, visto che proprio la difficoltà a socializzare e la tendenza all’emarginazione sono tra i disturbi più evidenti della malattia. Un’esperienza positiva sul fronte dell’impegno volto a creare una maggiore consapevolezza dell’autismo e dei problemi che comporta è quella portata avanti dal Centro integrazione interno all’Istituto Gandhi, nel quale sono inseriti 4 bambini affetti da autismo e dove «questi ragazzi camminano insieme agli altri in un clima di reciproco adattamento, dalle lezioni in classe alla ricreazione, fino al momento della mensa» ha spiegato la dirigente scolastica Maria Ramunno.
Barbara Burzi
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