Il Tirreno

Prato

Nesi con Montezemolo il “gelo” della sinistra

di Cristina Orsini
Nesi con Montezemolo il “gelo” della sinistra

Bugetti: «Non è apprezzabile lasciare in un fase così difficile per la Provincia» Longo: «Contento per il suo maggior impegno nazionale». Cavicchi: «Auguri»

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La voce “girava” in città e come sempre, in questi casi, vorticosamente. Ma la presenza dello scrittore e assessore in Provincia Edoardo Nesi in prima fila a Coiano durante il “Renzi-day” pratese del 6 ottobre scorso, l’ aveva messa a tacere. E invece è accaduto: Nesi, assessore allo sviluppo economico e alla cultura nella giunta Gestri, fortemente voluto e quasi coccolato, in questi anni, dal presidente ha ringraziato e si è dimesso. Una “notizia-bomba” che ha lasciato di stucco il mondo della politica e non solo. Perché l’addio di una delle “star” dell’universo culturale nazionale, solo l’anno scorso vincitore del Premio Strega, ha coinciso con un netto cambio di schieramento politico: Nesi ha firmato l’appello dei cento di Luca Cordero di Montezemolo per la Terza Repubblica. Insomma ha aderito al “montismo”, esercizio che in questa fase di primarie resta indigeribile sia a “renziani” sia a “bersaniani”. La lettera ufficiale consegnata nelle mani di Gestri ieri sera parlava di dimissioni per motivi personali ma non è da escludere che la “capriola” politica di Nesi, se poi lo è stata, qualche imbarazzo nel presidente l’abbia creato.

«Delle dimissioni davvero non sapevo nulla fino a mezz’ora fa - attacca la segretaria Pd Ilaria Bugetti, “bersaniana”con una lieve propensione per l’equità - Ora capisco perché non ha mai preso la tessera del partito. Evidentemente il suo percorso politico doveva essere un altro». Pausa. Poi la stoccata: «Lasciare il suo impegno in città in una fase così difficile per l’ente Provincia bè non è apprezzabile. Mettiamola così: ora tutti abbiamo capito quali siano le sue idee». D’altro canto che Nesi fosse un tantino stanco dell’attività amministrativa non era più un mistero per nessuno: gli appuntamenti con i medi, che fossero stampa e tv non faceva differenza, li delegava volentieri. Anche in giunta le presenze erano diradate e nello studio in palazzo Banci Buonamici era difficile trovarlo. Troppi impegni: letterari, con il coordinamento del gruppo editoriale Fandango e con la politica nazionale. Quella del “rottamatore”, si pensava fino a poco fa. «Dicono si sentisse poco considerato dal Pd e da Renzi?

Mi sembra poco plausibile». Matteo Biffoni è uno dei supporter più attivi della campagna per le primarie del sindaco fiorentino. «Una persona delusa da una parte politica - ragiona Biffoni - si butta dall’altra e cerca di colpire e affondare la prima. Non vedo il nesso tra le dimissioni da assessore e un’eventuale lite con Renzi». «Sa cosa dispiace? - conclude - che Edoardo, di sicuro una figura di spicco, alla città avrebbe potuto dare tanto. Se solo si fosse applicato un po’». Auguri di cuore li fa all’ormai ex assessore, il presidente degli industriali Andrea Cavicchi che però parla come presidente del Museo del Tessuto: «Prato perde qualcosa di importante. Al Museo abbiamo lavorato molto insieme, e tanto bene». «Da italiano sono contento perché il passo di Nesi evidentemente prelude un maggior impegno a livello nazionale - è il giudizio del presidente della Camera di Commercio Carlo Longo, da sempre vicino a Montezemolo - da pratese invece mi dispiace perdere una parte valida».

Altro servizio a pagina 5

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa