La manifestazione
La scure di Elsa si abbatte sui circoli Dipendenti a rischio
Il ministro Fornero voleva stabilizzare i lavoratori ma a Narnali si ricorre a una snc e altrove si “taglia”
PRATO. Cinque banconieri al bar sono troppi per la legge e così, pur di non lasciarli a piedi, si gioca la carta della società di persone. Altrimenti, a due di loro toccherebbe andare a casa. E così, l’ultima spiaggia per rimanere aggrappati a una speranza lavorativa oggi sempre più flebile è organizzarsi in una società autonoma che prenderà poi in gestione quel bar. Il passaggio alla Snc sarà definito a giorni per i lavoratori del bar interno allo storico circolo “Renzo Grassi” di Narnali. La questione non è isolata. La legge Fornero in vigore da luglio sta mettendo i bastoni fra le ruote a tanti circoli Arci, stabilendo un tetto massimo di tre lavoratori inquadrati con contratto di associazione in partecipazione.
Tipologie contrattuali da arginare il più possibile secondo il ministro del Lavoro anche perché spesso, dietro la scusa della partecipazione agli utili societari, si mascherano rapporti subordinati.
E una formula, quella delle associazioni in partecipazione, che trova applicazione in realtà come negozi, centri estetici e, appunto, circoli.
La scure calata dalla professoressa Elsa riguarda appunto il numero degli associati in partecipazione che non devono superare la soglia di tre unità. Ma se il nobile intento era quello della stabilizzazione di queste figure, in diversi casi l’effetto prodotto è il contrario.
Perché se è vero che al circolo Arci di Narnali, dove gli associati in partecipazione sono cinque, la trovata è stata quella di costituire ex novo una società fra i dipendenti che giuridicamente dipendenti non sono (target medio di età intorno ai cinquanta), in altri circoli è stata compiuta la scelta di fare a meno del quarto lavoratore anche perché i tempi per assumere sono quelli che sono. «Abbiamo scartato subito l’ipotesi di mandare a casa due lavoratori anche perché la nostra attività rimane aperta 365 giorni l’anno - ribadisce il vicepresidente del circolo "Renzo Grassi" Andrea Colzi -. Stiamo studiando un modo per mantenere i vecchi livelli di retribuzione: la formula della Snc che si sta costituendo fra i lavoratori sarà sicuramente più onerosa per loro che ogni mese dovranno emettere fattura e per noi che c’impegniamo a garantire la gestione del bar. Sono persone di Narnali e i loro timori sono comprensibili».
Anche perché non capita a tutti di lanciarsi a cinquant’anni in un’avventura imprenditoriale pur di non perdere il lavoro. Fortuna che al circolo Arci di Coiano il problema non si ponga. «Prima della riforma avevamo al bar quattro persone: uno è andato in pensione. Se avessimo bisogno di altro personale, sarebbe un bel guaio», osserva il presidente Mario Bensi. La sforbiciata al personale interessa invece il circolo “Cherubini” di Grignano dove per tenere a galla la nave senza appesantire troppo i bilanci si è deciso di fare a meno di un’unità. Per un lavoratore l’associazione in partecipazione cesserà il 31 ottobre.
«Questa tipologia contrattuale era un modello consolidato da anni - fa notare il presidente Alessandro Venturi -. Con tre persone in organico riusciamo appena a stare aperti il pomeriggio e la sera».
Maria Lardara
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