Il Tirreno

Prato

LA SERATA “SLAZZ!”

Undicimila euro ad Aisla

PRATO. Francesco Carnevale le chiama "bucce di banana": le sbavature nel sistema sanitario che hanno creato il logo per Slazz!,il concerto al Politeama del 13 ottobre che, inutile negarlo, rischiano...

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PRATO. Francesco Carnevale le chiama "bucce di banana": le sbavature nel sistema sanitario che hanno creato il logo per Slazz!,il concerto al Politeama del 13 ottobre che, inutile negarlo, rischiano di essere fatali per un malato di Sla, sindrome laterale amiotorfica, una grande sconosciuta per Prato anche se Slazz! ha contribuito a smuovere le acque: la serata è stata un successo superiore alle aspettative, con il teatro Politeama messo a disposizione gratuitamente dalla presidentessa Roberta Betti e il patrocinio del Comune, artisti che si sono esibiti gratis come ha lavorato gratuitamente il funzionario dei pompieri, tecnici del suono, fotografi, videomaker e lavoratori che, dietro le quinte, hanno lavorato per la soddisfazione di esserci come Stefano Ciardi, curatore del merchandising, lo staff del Festival delle Colline o la Scuola di musica Verdi e la sartoria di Vaiano. L'incasso della serata è stato di 11.000 euro, il teatro era sold out da una settimana prima dell'evento: «Pensavamo che 8000 euro sarebbero stati un successone - dice Stafano Zenni, esperto di jazz e critico musicale - ma quando abbiamo visto il risultato siamo rimasti esterrefatti». La serata contro la Sla organizzata da Zenni, Carnevale e Silvia Bacci dovrà essere il propulsore per una serie di interventi da attuare grazie ad Aisla, associazione che si occupa della lotta alla Sla: «L'incasso sarà versato ad Aisla e sarà in stand by per massimo un mese e mezzo - spiega Carnevale, - questo ci darà il tempo di seguire il percorso della Usl di Prato. Se questi fondi costruissero qualcosa per la città sarebbe ottimale, altrimenti saranno devoluti interamente ad Aisla». Il lavoro della Usl è già iniziato: «Abbiamo creato un'equipe che riunisce professionalità diverse per creare un percorso di cura ad hoc - spiega Pasquale Palumbo, neurologo e coordinatore del progetto - ora dobbiamo andare avanti col lavoro e spostare il protocollo di cure dalla teoria alla pratica implementandolo continuamente». «I pazienti sono i veri esperti di questa malattia - conclude Lamberto Scali, responsabile di Salute Partecipata - la scienza deve ascoltarli e lavorare con loro. In questo modo si progredisce più velocemente e si evitano sprechi economici». Aisla, da parte sua ha un appello da fare: «La città è più sensibile ora - dice il presidente della sezione pratese, Enzo Balli - ma noi volontari siamo pochi. Se qualcuno si aggiungesse sarebbe l'ideale».

Valentina Ceccatelli

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