Il Tirreno

Prato

«Qui non c’è l’apartheid» Silli replica a El Pais

di Carlandrea Poli

L’assessore all’Integrazione non accetta le critiche del giornale spagnolo che accusa l’amministrazione di isolare la comunità orientale

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il più attrezzato a rispondere ad una bordata politica di un giornale di centrosinistra come El Pais è l'assessore all'integrazione, Giorgio Silli chiamato in causa dal clima di “apartheid” denunciato dai due autori dell'articolo a proposito della comunità cinese: «Non c'è e qualora ci fosse sarebbe colpa loro – taglia corto sul capo d'imputazione riguardante la sua delega –. Si sono rivelati impenetrabili e poco interessati ad un cammino di partecipazione e integrazione. È sufficiente leggere il dato estremamente basso dell'adesione alla sanatoria del governo: circa 1.000 su 25.000 irregolari stimati. È la cartina di tornasole della mancanza di volontà di questa comunità. Del resto ogni settimana io consegno 10-15 cittadinanze agli immigrati che maturano i requisiti. Posso ritenermi fortunato se nell'arco di un mese riesco a conferirla ad un cinese». Il riverbero delle parole “sindaco populista anti-cinese” però lo fanno andare oltre e, facendo tesoro di una vecchia lezione della dialettica da prima repubblica, risponde ad un messaggio ideologico con un altro di segno uguale e contrario: «Sono due giornalisti ideologizzati, El Pais è di sinistra lo sanno tutti. Strano che vengano ad accusarci. I nostri blitz per stroncare le irregolarità nei pronto moda sono nulla in confronto alle politiche dello stesso Zapatero. D'altronde è proprio tipicamente degli spagnoli vedere ogni cosa in maniera estrema: o bianco o nero. Con noi hanno fatto altrettanto, ma posso dire che gli spagnoli hanno già abbastanza problemi in casa loro per venirci a dare lezioni». In effetti El Pais mette in guardia il proprio paese dai pericoli legati alla concorrenza sleale di un distretto cinese organizzato. Questo è l'aspetto valorizzato dal sindaco Cenni: «Mi rammarico per il giudizio fuorviante nei miei confronti, se non altro potevano ascoltare la controparte. Ma sul sistema d'illegalità cinesi in città colgono nel segno». Per il Pd, Massimo Logli un simile giudizio sulla stampa estera è la conferma che Prato «sta attraversando una delle pagine più nere della sua storia. I cittadini sono stufi di far parte di una delle città più razziste d'Europa». All'insegna dello sberleffo in salsa toscana, invece, la reazione dell'eurodeputato leghista Morganti: «Sono disponibile a pagare una vacanza ai due giornalisti in via Pistoiese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa