Sicurezza
L’Europa stralcia il “made in”
Dura reazione di Tronconi (Sistema Moda) e dell’Unione industriale pratese
PRATO. «La decisione della Commissione europea di stralciare la proposta di regolamento Unione europea sull'etichettatura obbligatoria per i prodotti provenienti da Stati extraeuropei, mi ha profondamente deluso. Mi colpisce ancora di più, perché non poteva giungere in un momento meno opportuno, con l'industria tessile e abbigliamento che fatica quotidianamente ad uscire dalle secche della crisi economica e del declino dei consumi europei». E’ una posizione molto dura quella di Michele Tronconi, presidente di Sistema moda Italia sul recendo provvedimento della commissione.
«Spiace constatare come, ancora una volta, le istituzioni politiche - continua Tronconi - che dovrebbero essere vicine ai cittadini ed alle imprese, abbiano invece deciso di voltarsi dall'altra parte, cancellando con un tratto di penna anni di faticose battaglie in nome della trasparenza, a beneficio di consumatori e imprese, italiani ed europei. Francamente ho difficoltà a capire il significato di alcune decisioni che, irresponsabilmente, contraddicono ogni logica e buon senso: come si fanno a preservare posti di lavoro nella Ue e a promuovere la crescita economica se non si valorizza la produzione europea?». Identica posizione quella dell’Unione industriale pratese. «La decisione della commissione europea di ritirare il regolamento per la denominazione di origine dei prodotti extraUE, appare grave e contraddittoria», fanno sapere da palazzo dell’Industria.
«Grave perché evidentemente il concetto di democrazia e trasparenza della Commissione europea non è il nostro, andando a disconoscere un atto espressione della volontà popolare. Contraddittoria perché solo poche settimane fa in un incontro a Bruxelles sono state annunciate politiche a sostegno del manifatturiero con addirittura un piano per la reindustrializzazione».
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