Sicurezza
«Il lavoro è dignità Voglio essere vicino a chi l’ha perso»
Il nuovo vescovo si presenta in una lunga intervista Le sue parole raccolte dal direttore di Toscana Oggi
PRATO. «Io spero che i pratesi non perdano la speranza e l’ottimismo che li ha sempre caratterizzati». «Mi aspetto di trovare ancora delle persone grintose, determinate, capaci di ricominciare». E’ un’intervista schietta quella che il vescovo di Grosseto Franco Agostinelli ha rilasciato poche settimane prima del suo arrivo a Prato a Toscana Oggi, il giornale della Diocesi. Grazie alla penna del direttore, Gianni Rossi, monsignor Agostinelli si è presentato ai fedeli in tutta la sua schiettezza, semplicità e voglia di intessere nuovi e bei rapporti con la comunità che il 25 novembre gli aprirà la porta del Duomo e dellacittà.
Monsignor Agostinelli non ha centellinato le parole di stima nei confronti di monsignor Gastone Simoni. « Dire che per don Gastone ho stima è un eufemismo. Lo ritengo un maestro. Per me è un punto di riferimento e vorrei che continuasse a accompagnarci.Avrò premura di chiedergli di essere con noi nei momenti più importanti della vita diocesana».
Il nuovo vescovo, considerato un ottimo pastore, ha ammesso di conoscere poco la realtà di Prato (di cui ha appreso le informazioni principali durante la Conferenza episcopale toscana, per voce di monsignor Simoni e grazie alla relazione della Santa Sede, ma subito ha fatto capire chiaramente quale sarà il suo indirizzo. «Per tanto tempo abbiamo guardato alla gente pieni di pretese. Buttiamo via le pretese, ascoltiamo. Esprimeranno giudizi severi nei confronti della Chiesa: non importa ne hanno diritto». E poi qualche parola per «le tante persone che hanno perso il lavoro, che rischiano di perderlo e di non trovarlo,come succede a tanti giovani. Il lavoro fa la persona e la sua dignità. Vorrei essere vicino a questa gente , in primo luogo a coloro che stanno pagando il maggior prezzo: il mondo operaio e del lavoro dipendente».
Ma anche «a chi il lavoro lo crea. Dobbiamo essere riconoscenti agli imprenditori,piccoli e grandi, perchè se Prato ha avuto lunghe stagioni di benessere lo si deve a chi ha messo in gioco i loro talenti e la loro intraprendenza». (i.r.)
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