La manifestazione
Dai banchi al posto in laboratorio
Cinque ex studenti dell’istituto Buzzi hanno sottoscritto un contratto di lavoro annuale
PRATO. Il più giovane è Luca Neri, 19 anni di cui gli ultimi cinque passati prima sui banchi e poi, da tre mesi a questa parte, stando dietro a campioni e provette di laboratorio. Si sente un “privilegiato” perché in fondo lui, diploma in tasca da luglio, dopo 15 giorni si è messo subito all'opera: prima con una borsa di studio da 800 euro al mese, giusto il tempo di farsi le ossa e formarsi, ora con un vero impiego con tanto di contratto dal 2 novembre prossimo. Il camice bianco che indossa Luca, così come Yuri, Francesco, Alessio ed Eleonora, gli fa onore vista la fame di lavoro di cui oggi soffrono, purtroppo, anche i periti chimici e tessili sfornati dal Buzzi. «Questa è la nostra seconda casa», confessa Eleonora Barisani, che a vent’anni già lavora per il laboratorio di pelletteria di Gucci che, grazie a un accordo fra l’azienda di Casellina e il laboratorio Buzzi, dal settembre 2011 ha sede negli spazi dell’istituto pratese. Passata dai banchi di scuola ai test sui campioni di pellame per la prestigiosa casa di moda, paradossalmente l’ex studente del Buzzi è diventata dipendente di Gucci nello stesso dove la ragazza si recava tutte le mattine con lo zaino in spalla. Dopo la borsa di studio finanziata dallo stesso laboratorio Buzzi (che può rinnovarle fino a un massimo di nove mesi), il nuovo contratto le assicura un posto di lavoro fino al novembre 2013. Da ex allievi a tecnici di analisi, "controllori" di quella filiera moda che a 360 gradi finisce sotto la lente d’ingrandimento del laboratorio Buzzi, lo stesso accreditato tra i primi venti al mondo (i primi quattro in Europa e i primi due in Italia) come centro analisi del cachemire. E’ lo stesso che a fine 2012 avrà eseguito 100mila analisi in un anno per 500 clienti. E cinque ragazzi tra i 19 e i 21 anni, tutti originari di Prato (uno solo, Alessio Magni, è di Campi), qui hanno trovato un’occupazione. Il salto dalla scuola al mondo del lavoro diventa così meno traumatico del previsto quando è la stessa scuola a dare l’opportunità. Che i cinque periti non si sono fatti scappare, sotto la supervisione del professor Giuseppe Bartolini che si divide tra il ruolo dietro la cattedra come docente e quello di responsabile del laboratorio dove il lavoro non manca. «L’abbiamo triplicato in tre anni, per questo abbiamo sentito l’esigenza di aumentare il personale. Siamo a tutti gli effetti un’azienda che sta sul mercato, anzi lo anticipa, investendo su macchinari ad alto livello tecnologico e sulla formazione dei nostri giovani». Un processo tutto targato Buzzi, insomma. Affiancati dal tecnico senior Giacomo Rafanelli, le cinque giovani leve che hanno firmato un contratto a termine portano così a 21 la pianta organica del laboratorio. Le new entry Luca ed Eleonora si occuperanno delle prove chimiche su pellame e tessili, mentre Yuri, Alessio e Francesco opereranno nel reparto test chimici e fisici sulle stoffe. Poche chiacchiere, insomma. I cinque periti ancora borsisti, dal 2 novembre sotto contratto, hanno il loro bel daffare. «E’ una fortuna lavorare qui – confessa Yuri Aronica -. In giro ho tanti amici con il diploma di perito chimico costretti a reinventarsi come fabbro o magazziniere. Prima di approdare qui, ho avuto solo qualche colloquio ma mai nessuna chiamata dalle aziende».
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