Il dolore
Il centro italo-cinese col Parco tecnologico
Il “paletto” della Regione. Gestri ribadisce: «Credere nel progetto». Citarella: «Sfida da raccogliere»
PRATO. Il presidente Lamberto Gestri sulla gestione ex Creaf, futuro parco tecnologico-scientifico, da parte del Polo di Navacchio che grazie a una convenzione appena firmata è entrato nella gestione, per ora per tre mesi, ma in prospettiva per tre anni, ci crede senza ombra di dubbio. Una convinzione forte che vorrebbe trasmettere a tutta la città: «Bisogna convincere e riportare i pratesi a credere in questo progetto - dice il giorno dopo la presentazione della convenzione - ma bisogna anche fa capire alle imprese giovani quali grandi opportunità il parco possa aprire». Un invito subito raccolto dal capogruppo Pd Emiliano Citarella che dopo una fase di preoccupazione per le condizioni economiche della società oggi vede l’uscita dal tunnel: «Non metto in dubbio che bisognerà faticare - dice - che si tratta di una sfida, ma ora che c’è il colpo d’ala, che Navacchio entra per riempire di contenuti quel contenitore, perché non tentare?». Ammette i ritardi: «Se si fosse avviato un progetto per creare un incubatore di imprese cinque anni fa, una volta capito che quello per cui il Creaf era stato creato, nel distretto già non era più utile, oggi viaggerebbe a pieno regime». Una critica la rivolge al Comune: «Che mantiene una posizione incomprensibile. Oggi c’è la possibilità di evitare che un operazione già costata molti denari, abbia finalmente una destinazione. E’ quindi il momento di stringersi e cooperare, non di lavarsene le mani. Una cosa sono gli annunci strumentali per acquisire consenso, un’altro pensare al bene della città. Il Comune si tira indietro dalla realizzazione parco? Bene lo faremo noi».
Intanto è la Regione a piantare un “paletto” che probabilmente nasconde una leggera irritazione: sul centro di ricerca italo-cinese la Regione annuncia di andare avanti. Si potrà fare all’ex-Creaf, magari con minori spazi a disposizione, oppure altrove. Ma si farà. Come a dire che il patto stretto tra la Provincia e Navacchio ha colto la Regione di sorpresa. Ma è Vinicio Biagi, responsabile della Regione per il Progetto Prato, a smorzare le polemiche: «Un cambio di strategia - afferma - quello di Creaf con Navacchio, non incompatibile con il centro di ricerca. Quanto al Polo di Navacchio, fu lo stesso presidente Rossi - continua - a suggerire di attivare una collaborazione con l’obiettivo di far fare un salto di qualità decisivo all’attivazione del Centro».
Per la Toscana la collaborazione con la Cina sui temi della ricerca rimane dunque un’opportunità (non solo per il tessile) e il centro, già oggetto di un accordo e di un memorandum d’intesa con il ministero cinese e la provincia dello Zheijang firmati un anno fa, rimane in piedi.
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