Il Tirreno

Prato

Da Montale a Oste un’altra azienda decide il trasloco

di Alessandro Pattume
Da Montale a Oste un’altra azienda decide il trasloco

Ha aperto a settembre in via Puccini la rifinizione Polistyle Ciatti: «Ora siamo più vicini alle lavorazioni che ci servono»

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEMURLO. E' arrivata l'estate scorsa, ristrutturando il grande capannone e riaprendo regolarmente a settembre. E' la Polistyle di Fabio Ciatti, che da Montale si è trasferita in via Puccini a Oste.

«In cerca di un capannone in più e della vicinanza con le lavorazioni che servono alla nostra azienda» spiega Gianpaolo Ciatti, una vita spesa nel tessile. La Polistyle è una piccola rifinizione nata nel 1995 e con i suoi quattro dipendenti cerca di passare indenne il crollo del settore tessile. Le difficoltà non sono poche, visto che insieme alla filiera è saltato anche l'organizzazione del lavoro stesso. «Noi ci occupiamo di una fascia medio-alta di mercato e non possiamo lamentarci perchè i nostri clienti li abbiamo e ce li teniamo stretti – spiega Ciatti – I problemi sono altri. Per quanto ci riguarda mancano le lavorazioni, come le tessiture a maglia oppure le tintorie. Purtroppo la situazione con cui aziende come la nostra devo fare i conti è questa, e poco ci possiamo fare, visto anche che i grandi gruppi, che magari lavorano con altri grandi gruppi, faticano a pagare e lo fanno anche a distanza di 12 mesi». E' però il modo in cui le aziende lavorano a lasciare pochi margini di manovra anche a quelle aziende che potrebbero crescere. «Un giorno ti chiedono duecento metri di tessuto – racconta Gianpaolo Ciatti, a lungo dirigente della Fratelli Franchi – Il giorno dopo, quando tu sei a metà del lavoro, ti raddoppiano l'ordine senza preavviso. E' difficile lavorare così e riuscire a soddisfare tutte le richieste: è saltata tutta la programmazione e questo, anche se uno a sera arriva a casa stremato, è lo scenario in cui ci dobbiamo muovere in questo periodo». La Polistyle di via Puccini si divide più o meno a metà tra esportazione e mercato italiano. «Con la Cina non abbiamo molti contatti, facciamo solo un po' di importazione – spiega Gianpaolo Ciatti - Poi, oltre all'Italia, i nostri prodotti sono richiesti soprattutto in Germania e Francia, ma i margini di manovra per il momento non sembrano molti. Dove invece sembra essere tornato un certo impulso verso gli articoli di pregio è l'America. Abbiamo avviato dei contatti, sto parlando solo di campionature per il momento, ma la situazione sembra propizia e ci crediamo – aggiunge – Ecco, l'America sta dimostrando di aver la benzina per ripartire dalla crisi. La stessa cosa non si può certo dire per l'Europa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca