Sicurezza
Poggio a Caiano senza frontiere grazie agli abiti di Namaste
PRATO. Donne e impresa, un binomio possibile. Mai considerazione fu più azzeccata come nel caso di Lara Ponzecchi e Cristina Gelli: socie dal 2006 di Namaste, una piccola azienda di Poggio a Caiano...
PRATO. Donne e impresa, un binomio possibile. Mai considerazione fu più azzeccata come nel caso di Lara Ponzecchi e Cristina Gelli: socie dal 2006 di Namaste, una piccola azienda di Poggio a Caiano specializzata nella produzione di abbigliamento, frutto dell’investimento di risorse e una lunga esperienza nel settore. «Prima di aprire un’attività abbiamo lavorato per più di vent’anni in questo campo come dipendenti - racconta Cristina - adesso ci occupiamo di realizzare linee di abbigliamento da donna proprie e conto terzi, ma sempre in un rapporto con il cliente basato su uno scambio di idee che parte da una nostra proposta. Il terzista puro in questo settore non esiste più». L’idea di lanciare sul mercato un marchio proprio è rinviata a tempi migliori: «Ci piacerebbe, ma non è il momento - dichiara - con le difficoltà di accesso al credito che riscontriamo in questo periodo sarebbe difficile arrivare alla copertura finanziaria necessaria per un’operazione del genere». Intanto gli orizzonti cominciano ad allargarsi: «L’estero solitamente rappresenta la fetta di fatturato minore, ma quest’anno abbiamo lavorato molto bene con i mercati internazionali in particolare, con Grecia e Belgio». Non è il periodo migliore per fare investimenti in un settore, dove la concorrenza rende sempre più difficile riuscire a fare la differenza: «Piccolo è bello, è vero, ma serve anche un pizzico di fortuna - spiega - stare sul mercato sta diventando sempre più complicato, specie per chi fa produzione, su cui ricadono i rischi dei ritardi di pagamento dei clienti». In occasione di un’iniziativa organizzata da Confartigianato, il primo cittadino nei mesi scorsi è stato ospite dell’azienda di Cristina e Laura proprio per avviare un confronto tra imprese e istituzioni locali sulle misure da adottare per rilanciare il distretto. «Dalla crisi ci può rialzare - sostiene - quello che invece manca e potrebbe fare la differenza è un’etica del lavoro: la vera fortuna oggi è quella di avere a che fare con clienti e interlocutori sani».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
