Pochi (ma buoni) i fichi di Carmignano
Li richiedono da tutto il mondo ma non sono sufficienti. E’quest’anno il raccolto è anche scarso
CARMIGNANO. «Ad averne di fichi secchi ... Venderli non è certo un problema». Sorride Piero Chiti, presidente dell'associazione che riunisce i produttori dei particolarissimi fichi secchi di Carmignano. Buoni (almeno per gli amanti della frutta secca), ricercati ma pochi. Quest'anno, per colpa della siccità, ancor meno del solito. Stamani i produttori di fichi di Carmignano partono per il Salone del gusto di Torino. Nel 2004 allo stand del Montalbano si fermò anche il principe Carlo d'Inghilterra. E da Buckingham Palace, tutti gli anni a seguire, non è mai mancato un ordine. «Ci cercano dall'America. Tanti ne vorrebbero i cinesi: tutti clienti che ci hanno conosciuto grazie alla presenza al Salone del gusto, sei edizioni dal 2002» racconta Chiti. Esserci è dunque importante. Il cruccio rimane però la produzione. «Ci sono richieste a cui purtroppo non possiamo far fronte – spiega -: dalla Cina per l'appunto». Sono stati messi a dimora nuovi alberi, ma ci vorrà tempo perchè crescano, almeno quattro o cinque anni. «Farsi conoscere – annota – non fa comunque mai male». Il Salone del gusto di Torino si aprirà domani: cinque giorni per gli amanti del mangiare buono e sano, fino a lunedì sera. Il Comune ha organizzato per sabato una gita in pullman: iscrizioni all'ufficio cultura. I fichi di Carmignano sono ospiti, ancora una volta, dello stand dei presidi Slow Food: diciotto quelli toscani. Quest'anno non ci saranno presentazioni e work shop: forse venerdì pomeriggio un assaggio assieme ad altri dolci. I quattordici produttori carmignanesi e poggesi saranno comunque lì a presidiare, a vendere e a distribuire biglietti da visita, alternandosi e facendo la staffetta. Qualcuno rimarrà addirittura per tutti e cinque i giorni. Mediamente ogni anno non sono più di 20 quintali i fichi secchi messi in commercio. Ad fine agosto si raccolgono i frutti. A settembre si stendono sulle stuoie ad essiccare, poi in una stanza con i fumi di zolfo. E' chiaramente una produzione di nicchia. Ma è già importante che sia rinata, annotano sul Montalbano, dopo il quasi abbandono dopo la guerra.
Walter Fortini
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