Il Tirreno

Prato

Marocchino si suicida alla Dogaia Protesta degli agenti penitenziari

Marocchino si suicida alla Dogaia Protesta degli agenti penitenziari

Anche a Firenze un altro morto. Nei giorni scorsi l’allarme sovraffollamento

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tornano al centro dell’attenzione le carceri della Toscana: dopo le aggressioni nei giorni scorsi a Lucca ed i tentati suicidi di detenuti a Prato, tra ieri e oggi due detenuti sono morti suicidi a Firenze (italiano) e Prato (marocchino). Il detenuto che si è impiccato alla Dogaia era un giovane marocchino condannato a tre anni di reclusione per una rapina ai danni di un cittadino cinese. Lunedì sera si era impiccato con un lenzuolo. E' morto martedì in ospedale. Avrebbe dovuto scontare ancora un anno di reclusione. Nei giorni scorsi da più parti, compresa la stessa direzione del carcere, era stato lanciato l’allarme per il sovraffollamento.

«Due detenuti suicidi in carceri toscane in sole 24 ore sono un dramma. Il suicidio di un detenuto è sempre - oltre che una tragedia personale e familiare - una sconfitta per lo Stato. Deve fare riflettere seriamente che nelle ultime settimane nelle carceri toscane è accaduto di tutto e di più: risse, aggressioni, tentati suicidi e suicidi. Forse è il caso di valutare se l’amministrazione penitenziaria regionale è attualmente in grado di assolvere alle perenni tensioni detentive».

Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, la prima e più rappresentativa organizzazione dei Baschi Azzurri, in relazione ai detenuti suicidi a Firenze e Prato.

«È inevitabile che il carcere determini, come autorevolmente sottolineato dal Comitato nazionale per la bioetica, crisi di identità, alterando i rapporti e le relazioni, disgregando le prospettive esistenziali, affievolendo progetti e speranze. E allora, essendo l’ennesimo tragico caso di morte in carcere, bisognerebbe darsi concretamente da fare per un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere, argomento rispetto al quale il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe, è da tempo impegnato nonostante la colpevole indifferenza di vasti settori della politica nazionale. Serve un carcere nuovo e diverso perché quello attuale è un fallimento».

Il Sappe rileva che «nel solo 2011 la Polizia Penitenziaria ben 1.003 tentativi di suicidio di detenuti ed impedendo che i 5.639 atti di autolesionismo posti in essere da altrettanti ristretti potessero degenerare ed ulteriori avere gravi conseguenze. E solamente nei primi mesi del 2012, in Toscana, ci sono stati 4 suicidi, 110 ne ha sventati la Polizia Penitenziaria e 551 sono stati gli atti di autolesionismo - ingestione di corpi estranei, chiodi, pile, lamette; tagli diffusi sul corpo e provati da lamette».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa