Attenzione
Cenni: «C’è stata enorme superficialità»
Molte le perplessità del sindaco sull’operazione Navacchio: «Arriva in ritardo e senza le idee chiare»
PRATO. «Quella del Creaf è una vicenda gestita con una superficialità enorme. E non da ora. Da anni. Si cerca di risolvere un problema antico ora, affidando un incarico per tre mesi, ma senza avere la minima idea di dovere andare a parere».
Il sindaco Roberto Cenni sul futuro dell’ex Creaf da trasformare in parco tecnologico-scientifico non le manda a dire. E soprattutto è evidente che al successo dell’operazione Navacchio ci crede davvero poco.
«Un incontro ufficiale per discutere delle questioni in maniera approfondita ancora non c’è stato. E’ evidente che se i manager del polo di Navacchio chiederanno un confronto non sarò certo io a negarlo».
Ma la situazione economica di Creaf preoccupa non poco Cenni: «Mi sembra che la società sia sull’orlo di un precipizio. Non solo i bilanci sono in rosso ma deve restituire sei milioni di euro alla Provincia per i quali sta già pagando delle penali. Vorrei capire come riuscirà a saldare questa parte di debiti». «Il tentativo di fare entrare Navacchio nella gestione di Creaf - aggiunge - considerando la situazione, mi sembra come l’ultima speranza di un naufrago che ha avvistato un tronco in mare». E spiega anche il perché: «I dirigente del polo pisano staranno a Prato tre mesi per capire quali operazioni siano possibili all’interno del contenitore di via Galcianese, ma alla fine - continua Cenni - daranno la lista degli interventi da realizzare affinchè da scatola vuota si trasformi in un centro per favorire lo sviluppo delle imprese. A quel punto occorrerà che qualcuno tiri fuori altri soldi per adeguare le strutture che mi risulta così non siano adatte. E a chi spetterà il compito degli ulteriori finanziamenti?»
Di certo il Comune non ha intenzione di tirare fuori un euro: «Non so nemmeno se avrò i soldi sufficienti per gestire tutti i servizi del Comune, figuriamoci se potrò mai darli a altri». E soprattutto per progetti che Cenni giudica «eccessivamente fumosi e nati con un ritardo che difficilmente sarà recuperabile».
Per Cenni la linea più corretta da tenere «sarebbe quella di alzare bandiera bianca - conclude - ammette che fino a oggi si è sbagliato tutto e smetterla di fare finta che invece vada per il verso giusto».(c.o.)
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