Italia
Dal frate al medico Cresce la voglia di capire il cinese
Ogni anno decine di pratesi si iscrivono ai corsi Un interesse che accomuna studenti e pensionati
PRATO. Dopo la prima lezione hanno già preso confidenza con convenevoli come “ni hao!” e “xièxie”. Tradotto, per chi è a digiuno di ideogrammi, “ciao” e “grazie”. Dopo 60 ore, forse saranno in grado di articolare una frase secondo il vocabolario della Grande Muraglia. Medici pratesi alle prese con pazienti orientali, manager con la valigia sempre pronta per l’Impero Celeste, pensionati che magari non vedono di buon occhio il cinese della porta accanto e vorrebbero comunicare meglio. E poi ancora, suore e frati, animati da spirito di missione evangelica. Ogni anno, decine e decine di pratesi vanno a lezione di mandarino. Era il 2006 quando il Comune, tramite la cooperativa “Pane & Rose”, organizzava il primo livello base di cinese. «Una ventina di iscrizioni e fu subito un successo, tanto da dover attivare subito dopo un grado intermedio», racconta Silvia Masciadri, responsabile intercultura di “Pane & Rose”. Le sessioni attivate durante l’anno generalmente sono tre (due base e uno intermedio, a pagamento: 105 euro ciascuno per un totale di 68 ore) per una media di 17-18 studenti in aula. E anche quest’anno la lingua del Dragone tira: il corso base iniziato mercoledì scorso ha fatto il pienone (20 persone), tanto che in coda si registrano già iscrizioni per la prossima sessione di marzo. «Ogni anno, mediamente, vengono da noi dalle 80 alle 90 persone – prosegue Masciadri -. La percezione è che, se da un lato sta aumentando l’esigenza di studiare il cinese, è in crescita anche l’offerta formativa». I pratesi che vogliono avventurarsi tra gli ideogrammi vanno anche a bussare alla porta delle associazioni, italiane e non. Ed è Coop a strizzare l’occhio alla Terra di mezzo organizzando, insieme all’associazione “Proteo Fare Sapere”, un corso di cinese di primo livello (30 ore, 65 euro: agevolazioni per i soci Coop): la prima lezione al Parco Prato si è tenuta il 4 ottobre. Sono già due anni che "Proteo", con sede in via Carraia (dove a novembre partirà un altro ciclo ), attiva corsi di lingua e cultura cinese, anche in collaborazione con la Circoscrizione Centro. «Lo zoccolo duro è composto da una decina di allievi – spiega Piero Ianniello di “Proteo” -: artisti, pensionati che vivono nella zona di Chinatown, esponenti del clero». E con “Proteo” collabora anche il maestro Anthony Tang che l’anno scorso ha svelato i misteri della calligrafia agli studenti delle “Mazzoni”. Cinese senza segreti nemmeno all’Università popolare (tre livelli) ma anche nel quartier generale della comunità orientale piovono offerte: dal 2007 sui banchi dell’Aclica di via Filzi (Associazione linguistica italo-cinese), affiliata all’Arci, si dispensano nozioni di grammatica cinese, idem alla scuola “La città proibita” a San Paolo. Intanto il preside del liceo “Livi” Ivo Regoli, dove a marzo era stato sperimentato con successo un corso di cinese (gratuito) per alunni e personale (40 iscrizioni raccolte in un solo giorno), ha un sogno: fare del cinese una lingua curriculare già dal settembre 2013. «Ci sto lavorando», promette Regoli. Intanto si pensa già a una seconda edizione del corso di cinese. Entro il 5 novembre, infine, scade il termine per iscriversi ai corsi di cinese al liceo Copernico (a pagamento, per studenti ed esterni).
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