La manifestazione
Col burqa e segregata in casa Arrestato il marito marocchino
Episodio tutto da accertare da parte della procura dopo l’intervento dei poliziotti di volante I reati che possono essergli contestati sono il sequestro di persona o il maltrattamento in famiglia
PRATO. Sequestro di persona o, nella migliore delle ipotesi, maltrattamenti in famiglia. Potrebbe essere una di queste l’accusa che finirà sul fascicolo relativo ad un marocchino che ieri è stato prelevato dal personale delle volanti della polizia e portato in questura insieme alla moglie e al figlioletto. E sarebbero questi ultimi, secondo le prime indiscrezioni, le vittime del comportamento dell’uomo che non voleva che la moglie e il figlio uscissero di casa. Una gelosia sfrenata con imposizione alla moglie di indossare il burqa. Una condizione forse segnalata ai poliziotti dai vicini di casa e per questo verificata. Tutta la famiglia è stata portata in questura ieri mattina e al seguito della moglie e del figlioletto anche un paio di valigie che potrebbero far sospettare l’immediato allontanamento della donna e del bimbo presso una struttura protetta.
A seguire il caso c’è il sostituto procuratore della Repubblica Roberta Pieri che ieri mattina era di turno. Spetterà a lui studiare il caso e decidere l’eventuale reato da addossare all’uomo. Sul caso intanto la questura mantiene il massimo riserbo. Ma se venisse accertato che si tratta di un sequestro di persona dettato dalle convinzioni religiose e dalla volontà dell’uomo di imporre l’uso del burqa allora saremmo davvero di fronte ad un caso con molte aggravanti e la posizione del marocchino diventerebbe estremamente grave per le nostre leggi.
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