Il dolore
Stefan, trattative serrate per salvare i dipendenti
Gli esuberi sarebbero 90 su 480 lavoratori, per una parte in carico a punti vendita già chiusi. Il negozio di via Targetti sarà rilevato da Maury’s entro ottobre
PRATO. Trattative serrate e con poco tempo a disposizione per salvare i dipendenti Stefan, la catena di negozi di articoli per la casa e vestiario amministrata da Giuseppe Videtta, origini salernitane.
L’ultimo incontro con i sindacati risale a martedì scorso: sul tavolo il destino di almeno 90 dei 480 dipendenti della catena che naviga in acque sempre più tormentose.
«Il nostro obiettivo - spiega Alberto Santini, segretario Filcam Cgil - è quello di arrivare al riassorbimento del numero maggiore di dipendenti nei tre gruppi che si sono offerti di rilevare un numero consistente di negozi».
Vicenda complessa quella della Stefan, cabina di comando a Prato ma con 23 punti vendita sparsi in quasi tutta la Toscana, dalla costa: Livorno e Viareggio, fino ad Arezzo e Montevarchi passando da Prato, Montemurlo e Pistoia e con un appendice in Liguria, a La Spezie e Genova, che porta i negozi a quota 31.
Il braccio di ferro in atto è con le tre società che hanno fatto l’offerta. Si tratta del gruppo Gottardo, con i punti vendita Tigotà, Acqua e sapone, Ttes e Prodet, di Maury’s e Risparmio casa, tutti gruppi specializzati nella vendita di prodotti per la casa e cosmetici.
«Dallo scorso agosto a oggi - continua Santini - quando al tavolo delle trattative si discuteva di esuberi attorno al 50% riusciti a portare la quota al 20%. Buona parte di questi lavoratori sono in forze a punti vendita Stefan già chiusi, come quello in Sant’Agostino a Pistoia o a Scarperia». Per dare ai dipendenti un paracadute il sindaco ha avviato una procedura di mobilità «così da garantire - continua il sindacalista - un periodo di cassa integrazione». All’incontro con il ministero cui spetterà decidere la forma di ammortizzatori sociali da garantire, che avverrà tra qualche settimana, le organizzazioni sindacali e le controparti devono arrivare preparate e con le idee chiare. Anche per questo c’è bisogno di stringere i tempi. Il sindacati chiederanno la copertura della cassa integrazione «vedremo di quale tipo» prolungando la permanenza dei lavoratori nell’organigramma Stefan.
Non solo. Si stanno avviando a conclusione due delle numerose trattative per il passaggio di proprietà da Stefan ai gruppi offerenti.
La prima che riguarda un punto vendita Signa che sarà assorbito da Risparmio casa, secondo i sindacati si è conclusa nel migliore dei modi: «Con una semplice cessione d’azienda - continua Santini - che prevede il riassorbimento al cento per cento del personale in forza la punto vendita». La prossima, da concludere entro la fine di ottobre, riguarda Prato e in particolare il punto vendita di via Targetti che verrà rilevato da Maury’s. «Il confronto è ancora aperto - spiega il sindacalista - ma anche per questi lavoratori siamo ottimisti».
Nessuna novità, invece, per quanto concerne gli altri due punti vendita pratesi: il magazzino in piazza San Marco e il punto vendita Cash and Carry che per il momento non sono stati messi in vendita e che quindi resteranno nella disponibilità di Stefan.
Situazione critica anche nel punto vendita di Viareggio, con undici dipendenti, che rischiano il posto di lavoro.
Cristina Orsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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