Proteste
Nell’elenco spunta anche l’Inter
Una fattura da oltre un milione di euro, ma ufficialmente non ci sono indagati
PRATO. Nell’elenco di fatture sospette sulle quali da oltre due anni indagano le Procure di mezza Europa ce n’è una che potrebbe far decollare il caso oltre i confini della “solita” frode fiscale. E’ una fattura che compare nella lista degli “Eu debtor” italiani, cioè le società che hanno ricevuto i documenti dall’Olanda, in questo caso da una società che si chiama Isema, e li hanno usati a fini fiscali. La fattura, per 1.246.000 euro, è intestata a Fc Internazionale Milano, cioè l’Inter, e l’importo per le prestazioni viene poi girato tramite Banca di Roma in due società offshore, la Campbell Group e la Potter Invest. Negli atti dell’inchiesta olandese si fa il nome di tale Antonio Cunchillos, che si interfaccia con Rinaldo Ghelfi (vicepresidente dell’Inter) e Esther Van Vesting, una degli indagati olandesi. A differenza di molte altre fatture contenute in quell’elenco, però, l’importo di quella relativa all’Inter non diminuisce nel passaggio sui conti offshore, come se nessuno avesse incassato una commissione.
Dal Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Milano e dai magistrati della Procura meneghina (al summit del 2 dicembre erano presenti gli “aggiunti” Francesco Greco e Alfredo Robledo) non arrivano conferme sul fatto che qualcuno dell’Inter sia indagato nel filone milanese dell’inchiesta.
Nell’elenco delle fatture sospette compaiono società di Ferrara, Firenze, Genova, Imola, Milano, Palermo, Ravenna, Roma, San Gimignano, Torino e Verona. Gli indagati in tutto il paese sono sicuramente decine e i tempi di chiusura delle inchieste varieranno da Procura a Procura. (p.n.)
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