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Prato

il sindaco Cenni

«I soldi si trovano, manca la volontà della Regione»

«I soldi si trovano, manca la volontà della Regione»

PRATO. «Non c’è alcun progetto formalizzato di acquisto dell’area del Misericordia e Dolce». Parola del sindaco Roberto Cenni, secondo il quale la questione della destinazione di quel pezzo di...

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PRATO. «Non c’è alcun progetto formalizzato di acquisto dell’area del Misericordia e Dolce». Parola del sindaco Roberto Cenni, secondo il quale la questione della destinazione di quel pezzo di territorio, messa in relazione con le strategie di sviluppo sanitario regionale, è decisamente più complessa.

«L’ho già detto anche al presidente Rossi - continua Cenni - se la questione, da parte regionale, è puramente economica, i soldi per acquistare il terreno su cui insistono gli edifici, Prato li può trovare». Il ragionamento: «L’interesse in città per la creazione di un centro di ricerca e cura sul cancro è talmente alto - aggiunge Cenni - che sono certo si possano mobilitare oltre il Comune anche la Fondazione Pitigliani, assieme ad altri centri e istituti di ricerca anche nazionali al fine di recuperare la somma necessaria». Insomma quella manciata di milioni che la Regione vuole anche per finire la costruzione del nuovo ospedale, potrebbe essere l’ultimo dei problemi. «Il fatto è - prosegue il sindaco - che l’opposizione della Regione nasce anche da altre questioni che hanno a che vedere con la programmazione complessiva della sanità in Toscana».

Si sa che il presidente Rossi è determinato a realizzare un centro oncologico altamente specializzato a Careggi, a Firenze e non ha avuto alcun problema a sostenere che il centro di cura e ricerca a Prato sarebbe inutile.

«Credo che il primo passo da fare - continua Cenni - sia quello di sedersi attorno ad un tavolo per ragionare su un sistema di rete sui servizi oncologici che tenga presente anche le esigenze di Prato. Ma c’è bisogno della volontà politica. Quello che noi auspichiamo - conclude - è che ci si fermi a riflettere un attimo sulla decisione di abbattere le strutture attuali anche per verificare sul campo se il nuovo ospedale sia o meno in grado di fare fronte a tutte le esigenze».(c.o.)

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