Sicurezza
Fogna a cielo aperto in via Vandingole
Protestano i residenti «Anche gli zingari stanno meglio di noi, è una strada dimenticata da tutti ma non dal traffico che è pericoloso»
PRATO. Una fogna a cielo aperto a pochi metri dalle abitazioni.
Zanzare, mosche, topi e odori nauseabondi che mettono a rischio la salute di chi ci vive. Senza contare le auto che sfrecciano a tutto gas incuranti delle buche nell’asfalto e delle dimensioni ridotte della via che è anche senza marciapide. Quella che a prima vista potrebbe sembrare una tranquilla strada in mezzo ai campi, a ridosso di Galciana, in realtà è un piccolo inferno. E per rendersene conto basta sostare per pochi minuti lungo la strada. Via Valdingole e Fossetto è tutto questo e, molto probabilmente, visto che già oggi viene utilizzata come strada alternativa da molti automobilisti della zona per evitare il traffico delle vie più conosciute, resta da chiedersi cosa accadrà quando verrà inaugurato il vicino ospedale. «Non sappiamo più a chi rivolgerci – dice la signora Immacolata Luzzi – Neanche gli zingari vivono in questo modo. Pensavamo che fosse una competenza di Publiacqua ed invece ci ha risposto che se ne deve occupare il Comune. Noi di tasca nostra abbiamo ricoperto una decina di metri e altrettanto ha fatto la famiglia che vive più avanti, ma non possiamo mica rifarla tutta. E’ una vergogna». Di fianco al canale di scolo dove la melma verde e putrida è costellata di rifiuti di ogni genere, c’è un piccolo canneto. «Qualcuno dell’Asm è venuto a tagliare le canne che ormai arrivavano sulla strada – dice ancora la signora Luzzi – Il fatto è che molte di quelle canne tagliate le hanno lasciate sul posto aggravanto ancora di più la situazione di invivibilità».
«Siamo preoccupati anche per il traffico – dice la signora Immacolata – Qui auto e furgoni sfrecciano a grande velocità e noi abbiamo paura persino ad affacciarci fuori dal cancello, figuriamoci poi se ci sono i bambini. La mancanza di marciapiede è un grosso problema, ma se coprissero la fogna che ora è a cielo aperto si guadagnerebbe almeno un altro metro, e poi ci sono i campi ai quali si potrebbe prendere un altro po’ di spazio e allora diventerebbe una strada vivibile».
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