Il Tirreno

Prato

Rifiuti, altolà del sindaco di Sesto a Prato

di Cristina Orsini
Rifiuti, altolà del sindaco di Sesto a Prato

La società unica d’area vasta per lo smaltimento ora è in bilico, Gianassi si oppone agli impianti in “multiproprietà”

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PRATO. No netto e «irrevocabile» del sindaco di Sesto Fiorentino Gianni Gianassi alla condivisione della proprietà degli impianti da parte dei futuri soci della società unica d’area vasta - Firenze, Prato, Pistoia, Empoli - per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Una presa di posizione forte che potrebbe allontanare, una volta per tutte, la costituzione della super municipalizzata - Helios - per la gestione di house del servizio, sulla quale stanno lavorando da molti mesi in parallelo i tavoli della politica (la cinquantina di sindaci che compongono l’assemblea Ato) e i manager delle società Asm, Quadrifoglio, Publiambiente e Cis.

Gianassi ha ribadito le proprie posizioni nella riunione di ieri del consiglio direttivo dell’Ato a Firenze alla quale ha partecipato, per Prato, il vicesindaco con delega all’ambiente Goffredo Borchi. «Non c’entra nulla l’amministrazione Cenni - attacca Gianassi - nè centrano le divergenze di opinione passate. Io preferirei andare a gara ma se l’Ato deciderà la gestione in house Sesto non farà opposizione, sul fronte della proprietà invece credo sia necessario rispettare gli accordi già presi e sottoscritti». Il patto al quale Gianassi fa riferimento è di qualche anno fa quando in Regione la presidenza era di Claudio Martini e sullo scranno di sindaco a Prato c’era Marco Romagnoli. «Quell’accordo - continua Gianassi - prevedeva due cose: la prima era che per smaltire i rifiuti tutti dovessero avere la medesima tariffa, quindi un chilo di immondizia smaltito da Vernio avrebbe avuto un costo identico a un chilo di rifiuti smaltiti da Sesto sul cui territorio comunale sta nascendo il termovalorizzatore. La seconda - prosegue - è che la proprietà degli impianti sarebbe rimasta in capo alla società che lo costruiva, quindi Quadrifoglio partecipata dal Comuni fiorentini, tra i quali Sesto». Gianassi è deciso a restare fedele a quell’accordo «fatto per governare al meglio la questione dei rifuti e certo non può interessare che nel frattempo - dice - i nomi degli amministratori pubblici siano cambianti». Si tratta di una frenata decisa alle aspettative di Prato che ha lavorato in questi mesi affinchè all’interno della società unica confluissero impianti già fatti e da costruire in “multiproprietà”, condividendo oneri e onori, e riequilibrare assetti societari decisamente sbilanciati verso l’area fiorentina (anche se Firenze pare abbia dato appoggio alla linea Prato) visto che la città sul Bisenzio non potrà portare in dote impianti, almeno per ora. Fase delicata, quella iniziata ieri e che ha temi strettissimi per arrivare a una soluzione: il 25 ottobre infatti si riunirà l’assemblea dei soci Ato della Toscana centrale per decidere, in via definitiva qualche tipo di gestione avranno i rifiuti dell’area metropolitana in futuro: in house affidati a una super municipalizzata o se il servizio andrà a gara. I tempi scanditi dal cronoprogramma regionale sono infatti precisi: se i ritardi nelle decisioni supereranno i tre mesi, si procederà col bando. E a quel punto Helios potrebbe trasformarsi in un cartello temporaneo di imprese per affrontare però un confronto con colossi che rischierebbero di travolgerla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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